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Concluso il Convegno ecclesiale della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia

CIVITAVECCHIA – La comunità e gli educatori che in essa vi operano rappresentano «una reciprocità in cui l’una e gli altri si costituiscono simultaneamente». Così il vescovo Mariano Crociata, segretario generale della Cei, ha introdotto il tema “La comunità educante e gli educatori nella comunità” che ha aperto il 3 ottobre scorso il Convegno ecclesiale della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. Monsignor Crociata ha spiegato che «gli educatori cristiani sono coloro che prendono coscienza del loro compito nell’atto stesso in cui abbracciano consapevolmente l’appartenenza alla comunità». Allo stesso modo, ha spiegato il presule «una comunità è educante quando i suoi membri avvertono la responsabilità educativa che compete ciascuno». Una dimensione simultanea che si realizza nella comunità ecclesiale dove, ha spiegato il segretario Cei, «si attualizza in un luogo e in un tempo determinati la natura profonda della Chiesa nella sua qualità di grembo materno che genera nuovi figli di Dio». Questa comunità ecclesiale tra origine del «duplice fondamento sacramentale e ministeriale del presbiterio e della famiglia» e si realizza «nell’incontro tra famiglia e parrocchia, in cui si sostiene il cammino educativo dei genitori» con il prebitero chiamato ad essere «regista della vitalità ed espressività di una comunità ricca e composita». Ad introdurre i lavori è stato il vescovo titolare della Diocesi, monsignor Luigi Marrucci, che ha formulato a monsignor Crociata gli auguri di tutta la comunità per la proroga del suo mandato di segretario della Conferenza episcopale. Nel Teatro dei Salesiani “Sala Buonarroti”, davanti a oltre 400 rappresentanti delle parrocchie, delle associazioni e dei movimenti presenti in Diocesi, monsignor Marrucci ha illustrato il programma pastorale della Chiesa di Civitavecchia-Tarquinia per il nuovo anno. I lavori dei partecipanti sono poi proseguiti con il coordinamento dei diversi ambiti predisposti dagli uffici pastorali della Diocesi. A concludere i lavori, c’ha pensato poi la celebrazione eucaristica in onore di San Francesco nella Cattedrale di Civitavecchia, dedicata al Santo di Assisi. «La partecipazione responsabile si vive nella comunione e nella testimonianza: comunione con i prebiteri e il vescovo, testimonianza di vita in famiglia e nella società in cui ciascuno opera». È l’esortazione che il vescovo Luigi Marrucci, che ha presieduto la messa, ha formulato durante l’omelia. Il presule, parlando del ruolo dei laici e dei presbiteri nella comunità, e facendo riferimento alla relazione introduttiva del convegno di monsignor Mariano Crociata, ha evidenziato l’importanza del dialogo. «All’interno di ogni singola realtà ecclesiale – ha spiegato monsignor Marrucci – e con il vasto mondo che ci circonda, il dialogo è una categoria centrale della stessa rivelazione cristiana e quindi dell’evangelizzazione». Questo perché, ha spiegato il vescovo, «Dio stesso è dialogo. La Chiesa, a imitazione di Cristo, si fa dialogo, si fa parola, si fa linguaggio con tutti e verso tutti». Da qui l’invito alle varie realtà ecclesiali, ciascuna con il proprio carisma e la testimonianza di vita, chiamate “con forza” a essere “unità”, perché solo così «riveleranno tutto e soltanto l’amore, che fa dei molti un tutto, un corpo solo, manifestando il volto bello della Chiesa cattolica».

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