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Restaurato il "quadrone" papale ai Cappuccini

CIVITAVECCHIA – Appuntamento con la storia e la cultura, sabato prossimo alle 18.30, alla chiesa di San Felice da Cantalice, ai Cappuccini, per la presentazione del restauro della tela settecentesca di padre Fedele da San Biagio, intitolata “Apparizione della Vergine e del Bambino a San Serafino da Montegranaro”. Quadro che, come spiegato dal presidente della Società Storica Civitavecchiese Enrico Ciancarini, è stato custodito per secoli nella chiesa civitavecchiese «ma – ha aggiunto – per una serie di cause è caduto nel dimenticatoio in questi ultimi decenni, tanto che si era creduto perduto o addirittura distrutto. Un quadro donato dall’Ordine dei Frati Minori Cappuccini a papa Clemente XIII Rezzonico, amante della nostra città, ed ospite nel 1762 di quella chiesa cappuccina». Il restauro, auspicato dal Provinciale dei frati cappuccini, padre Gianfranco, e dai frati della comunità locale, padre Antonio e padre Emmanuel, è stato realizzato da Davide Rigaglia, sotto l’alta sorveglianza della Sovrintendenza ai Beni Storici di Roma. «Il restauro è stato reso possibile grazie alle donazioni di tanti “piccoli mecenati civitavecchiesi” – ha aggiunto Ciancarini – centinaia di persone che hanno dimostrato concretamente la loro appartenenza alla comunità civitavecchiese, affermando il loro diritto/dovere a salvaguardare il patrimonio artistico e storico della nostra città. Esempio da ripetere se vogliamo che Civitavecchia valorizzi la sua storia e realizzi la sua vocazione turistica. Si è rafforzata la sinergia fra la Società Storica e la Fondazione Ca.Ri.Civ. sempre disponibile a sostenere i nostri progetti, il Lions Club Civitavecchia Porto Traiano, e la Fondazione BPN, che ci hanno affiancato nel perseguire questo importante recupero. Prossimamente una pubblicazione documenterà il restauro, che ha svelato numerosi ed interessanti particolari sulla tela e sul suo telaio, anch’esso significativa realizzazione dell’artigianato settecentesco, e la storia di questo “quadrone” papale che si riteneva perduto e chissà, per quali motivi, è approdato a Civitavecchia, per arricchirne il suo patrimonio artistico e storico». 

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