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Agraria di Tolfa: è sempre più febbre da elezioni

Il candidato presidente illustra il ricco programma della lista numero 2. In vista della tornata elettorale del 20-21 ottobre Luigi Rocchi spiega i suoi obiettivi   

Il candidato presidente illustra il ricco programma della lista numero 2. In vista della tornata elettorale del 20-21 ottobre Luigi Rocchi spiega i suoi obiettivi   

di ROMINA MOSCONI

TOLFA – Ricco il programma della lista 2 che concorrerà con il candidato presidente Luigi Rocchi alle prossime elezioni dell’Agraria a Tolfa. Per l’allevamento «L’iniziativa impellente che ci proponiamo – spiega il candidato-presidente, Luigi Rocchi – è il riassetto infrastrutturale per la conservazione della razza autoctona locale; creare un disciplinare per l’allevamento brado; riaprire il mattatoio comprensoriale; creare bacini idrici artificiali». Per la forestazione Rocchi e suoi pensano necessario un «Piano colturale dei boschi aprendo un tavolo con l’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio; progettare e attuare un piano di assegnazione in concessione di castagneto ceduo con l’obbligo di trasformarlo in castagneto da frutto; realizzare un vivaio forestale per la valorizzazione di specie autoctone; ripristinare il taglio di Uso Civico». Tanti gli obiettivi per l’ambiente: «Aprire una trattativa con i produttori di energia elettrica perché si impegnino a contribuire a progetti di controllo e salvaguardia del patrimonio boschivo e avviare un progetto di tutela ambientale». Per la lista 2 è importante «Promuovere incontri con le associazioni di categoria; intensificare i rapporti con la frazione S.Severa Nord; sviluppare turismo e la cooperazione e dare risposte ai giovani; puntare al recupero e all’utilizzo dei casali di proprietà dell’Ente assegnandoli in uso a giovani imprenditori e cooperative, creare una fattoria didattica e un parco daini a S.Ansino. Noi proponiamo una strada d’uscita da una situazione di stallo che impoverisce non solo l’ambiente ma anche la popolazione che ne usufruisce. Se prima si sopravviveva seminando oggi si può vivere anche salvaguardando e utilizzando l’ambiente in cui siamo nati dando una risposta ai molti interrogativi sul cosa fare di queste terre collettive».

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