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Morte a Spdc senza un colpevole

Il processo per omicidio colposo si è chiuso oggi per avvenuta prescrizione. Il caso di un paziente che nel luglio 2005 si gettò dalla finestra del reparto psichiatrico

Il processo per omicidio colposo si è chiuso oggi per avvenuta prescrizione. Il caso di un paziente che nel luglio 2005 si gettò dalla finestra del reparto psichiatrico

CIVITAVECCHIA – Il processo per il decesso di un paziente del reparto Spdc dell’ospedale San Paolo è prescritto. Se ci sono o meno responsabili per la morte di quel degente, gettatosi da una finestra del reparto, finito sulla tromba delle scale e schiantatosi al piano seminterrarto, non si saprà mai, visto che all’udienza di oggi il giudice Filocamo ha stabilito l’avvenuta prescrizione. Un processo che era nato nel luglio del 2005, quando avvenne la tragedia, e che convinse l’allora pubblico ministero Pantaleo Polifemo ad aprire un’indagine per omicidio colposo. Secondo il magistrato inquirente infatti, una cosa del genere in un reparto di psichiatria non sarebbe dovuta succedere, perché non è possibile che un paziente possa tranquilamente aprire la finestra e buttarsi di sotto. Secondo il pm, qualcuno doveva pagare. Invece non pagherà nessuno degli 8 imputati perché non sono bastati oltre otto anni per stabilire se esiste un colpevole o meno. Tutta colpa dei soliti lunghissimi tempi della giustizia, in questo caso resi ancor più dilatati da decisioni che, oggettivamente, si sarebbero potute evitare. Come per esempio il fatto che è cambiato più volte il gip dell’uidenza preliminare, e poi dato in carico ad un altro giudici che era già in odore di trasferimento (Di Zenzo), ottenendo il risultato che un uomo è morto e i suoi familiari non avranno giustizia.

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