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"Ossidatore termico, stop alle procedure"

"Ossidatore termico, stop alle procedure"

Centro Chimico Santa Lucia. Il sindaco Tidei scrive ai ministri della Difesa e dell’Ambiente. "Si tratta di un inceneritore, necessaria una valutazione di impatto ambientale"

CIVITAVECCHIA – L’ossidatore termico per armi chimiche (in pratica un inceneritore) che stando alle voci dovrebbe essere istallato al Ceti NBC (Centro tecnico logistico interforze, nucleare, batteriologico e chimico) di Santa. Lucia mette paura. Ieri è stato il Sindaco Tidei a chiedere chiarimenti ai ministri della Difesa del Governo Mario Mauro e dell’Ambiente Andrea Orlando: «A detta di articoli di stampa la realizzazione dell’ossidatore termico è cosa ormai decisa, ma trattandosi di opera coperta da segreto militare – scrive Tidei – non è stato effettuato nessuno studio pubblico di impatto ambientale e sanitario, dato per altro confermato dalla dottoressa Rossana Cintoli di Arpa Lazio». «Inutile sottolineare la mia grande preoccupazione – prosegue Tidei – in qualità di Sindaco di una città che già molto deve subire sul piano ambientale e della Salute pubblica dal momento che sul nostro Territorio insite il maggior porto crocieristico del Mediterraneo e il maggior impianto energetico d’Europa». Tidei ha formalmente richiesto che le procedure di istallazione vengano sospese e che «visti i silenzi e il segreto militare apposto sull’opera vengano avviate, invece, una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), analoga a quella delle installazioni civili, e ad una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) in accordo con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità». La decisione di coinvolgere immediatamente i due dicasteri è stata presa dopo aver consultato il presidente dell’Osservatorio Ambientale Marsili, subito coinvolto nella spinosa tematica.
«Si apre un altro fronte nella difesa dell’ambiente e della salute – ha commentato il Sindaco – che non ci trova impreparati e per il quale chiederò l’appoggio e la solidarietà dei sindaci del comprensorio. Senza creare scalpore o generare allarmismi, trovo però del tutto legittimo e giusto chele popolazioni interessate vengano correttamente informate dei fatti e dei progetti, se veramente ce ne sono, e soprattutto vengano scientificamente valutati i rischi insiti in una eventualità del genere».

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