Pubblicato il

Allumiere promuove ''Sua maestà'' la carne biologica prodotta dall'Agraria

Distribuzione di pacchi convenienti. "Con 25 euro le famiglie potranno portasi a casa - spiega il presidente Pasquini - 2.7 kg di prodotto genuino e succulento"

Distribuzione di pacchi convenienti. "Con 25 euro le famiglie potranno portasi a casa - spiega il presidente Pasquini - 2.7 kg di prodotto genuino e succulento"

ALLUMIERE – Oggi e domani ad Allumiere torna l’iniziativa della distribuzione della ‘‘Carne maremmamana biologica’’ ad opera dell’Università Agraria di Alumiere in collaborazione con le macellerie di Emanuele Sfascia e Carlo Baiocco. “Ecco un modo semplice e diretto – spiega il presidente Pasquini – per valorizzare e promuovere prodotti e territorio”.

L’Agraria collinare con costanza e continuità propone e fa conoscere e apprezzare la carne maremmana biologica prodotta presso il centro aziendale dell’Ente agrario. “Una scommessa già vinta lo scorso anno – spiegano gli assessori dell’Agriaria  Alessandro Trinetti, Domenico Vela e Alessandro Papa – quando abbiamo introdotta nelle mense scolastiche di Allumiere la nostra carne e poi ancora una volta con l’accordo di vendita con il groppo di acquisto solidale Gaspaleon di Civitavecchia. La nostra carne biologica sarà la protagonista della Festa d’Autunno: padroneggerà nei piatti tipici prodotti dall’associazione delle Contrade e dalla Proloco e poi distribuiremo i famosi pacchi famiglia a 25 euro le persone potranno portarsi a casa 2.7 Kg di carne biologica”.

Le grandi corna a lira, il manto bianco, il portamento fiero e robusto dell’animale selvatico sono gli elementi distintivi di un bovino da sempre monumento del paesaggio maremmano. Le sue origini, antichissime, discendono direttamente dal capostipite di tutti i bovini europei, quello che Plinio, nella sua Storia Naturale, chiama ‘‘bos silvestris’’ e già gli Etruschi li allevavano proprio in queste terre. La maremmana è un animale rustico, frugale, capace di adattarsi nel corso dei secoli ad un ambiente paludoso e malarico come quello maremmano. Le bonifiche, la comparsa di razze sempre più specializzate per la produzione di carne e la meccanizzazione hanno messo a serio rischio la sua specie, oggi fortunatamente difesa da incentivi economici e associazioni come Slow Food. Gli appena tremila capi esistenti sono giustificati dalla necessità di questo animale di vivere allo stato brado ed esigere, dunque, accanto a sé, cure particolari che solo un mandriano come il buttero, altra figura storica maremmana, sa dargli. Eppure è proprio l’allevamento brado che contribuisce in modo decisivo alla qualità delle sue carni che si differenziano da tutte le altre sia per caratteristiche nutrizionali che per colore e profumo. I pascoli dell’Università Agraria sorgono prevalentemente su substrati salini e le erbe spontanee che crescono su questi terreni sono il cibo preferito degli animali ed è proprio grazie alla loro alimentazione che la carne bovina di razza maremmana di colore rosso carico, brillante, non scuro, con contenuto di grasso inferiore all’1,5% e molto saporita grazie alla tipica “marezzatura”, sottili venature di grasso all’interno dei muscoli, che danno sapidità e tenerezza. Ha un’ottima capacità di ritenzione idrica, con conseguente scarsa perdita di acqua durante la cottura. Ricca in acidi grassi insaturi e soprattutto polinsaturi – anche della serie ω-3 – e povera di acidi grassi saturi e colesterolo, può risultare addirittura qualitativamente migliore della carne di Chianina, fino ad oggi considerata la migliore in senso assoluto sotto l’aspetto dietetico-nutrizionale.

La Tenuta dell’Università Agraria di Allumiere è, inoltre, una dei più grandi allevamenti maremmani biologici d’Italia, con l’intento di promuovere e salvaguardare questa razza ed il suo territorio natio.

ULTIME NEWS