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Azienda speciale, si punta sul Medio Tirreno

Azienda speciale, si punta sul Medio Tirreno

SETTORE IDRICO. Tidei accontenta tutti: passare ad Acea Ato2 attuando la strategia di Sel partendo dal consorzio. Si pensa ad un confronto tra maggioranza e opposizione per cercare una soluzione in grado di salvaguardare l’acqua pubblica. Quattro manifestazioni di interesse per il dearsenificatore

CIVITAVECCHIA – Da un lato l’azienda speciale partecipata al 100% dal Comune, dall’altro lato il passaggio ad Acea Ato2. Il sindaco Pietro Tidei, prende spunto dalle parole del consigliere di minoranza Enrico Zappacosta («il Medio Tirreno non può passare ad Acea»), e accontenta tutti. Se infatti, in base alla sentenza del Consiglio di Stato il passaggio all’Ato2 è inevitabile (e per Tidei sgraverebbe Hcs dai costi di gestione del servizio e del personale che confluirebbero in Acea), dall’altro il Consorzio Medio Tirreno, che insiste su territorio di competenza dell’Ato1, potrebbe essere il trampolino di lancio per la realizzazione di un’azienda speciale partecipata al 100% del Comune. Ed è da quest’ultima fonte d’acqua che il comune, servendo circa un quarto della città, «potrebbe trarre profitto». Con la realizzazione del dearsenificatore infatti (la gara si è chiusa con quattro manifestazioni di interesse e a breve l’amministrazione procederà all’affidamento dei lavori, ndc) l’acqua tornerebbe potabile, usufruibile dunque da parte dei civitavecchiesi e dal porto «con il quale – ha detto il primo cittadino durante ‘‘Comune informa’’ in onda ieri su ProvinciaTv – potremmo rivedere il prezzo di vendita dell’acqua». Ovviamente si tratta solo di una possibilità di cui il Sindaco informerà il resto della coalizione per raccoglierne il consenso. Coalizione che da Sel, ai singoli consiglieri di maggioranza, chiede il confronto e uno studio attento per non deludere i cittadini, soprattutto quei 23mila civitavecchiesi che al referendum hanno detto sì all’acqua pubblica. Il consigliere comunale Marco Di Gennaro ha infatti chiesto un confronto con tutta la maggioranza per «la ricerca di una soluzione che garantisca ai cittadini una gestione pubblica del ciclo dell’acqua efficiente ed economicamente vantaggiosa». Dal canto suo Sel, replicando al leader dell’opposizione Moscherini che aveva parlato di un’ennesima sconfitta da parte dei vendoliani, invocano la convocazione di un Consiglio comunale (prima dell’insediamento del Commissario ad Acta) per «la revoca della delibera sulla convenzione e l’approvazione dell’atto di indirizzo per la costituzione dell’azienda speciale». A concentrarsi invece sull’aspetto posto sotto i riflettori dal consigliere di minoranza Enrico Zappacosta, e ripreso proprio ieri dal primo cittadino, sono i consiglieri della lista Ritorna il Futuro. Per Fabrizio Lungarini, Emiliano Santori e Raffaele Cacciapuoti, il collega di minoranza dice il vero «quando ricorda che il Consorzio Medio Tirreno produce acqua a prezzo di costo che è ben 4 volte inferiore a quello delle altre forniture. Si tratta di una risorsa importante – hanno detto – per i Comuni di Civitavecchia e Tarquinia che tra l’altro beneficeranno di una manutenzione straordinaria da parte della società che sta costruendo l’autostrada Tirrenica». Insomma, Zappacosta ha ragione quando dice che «il Medio Tirreno è un attore pubblico che ha sempre consentito di calmierare il prezzo e che per questa sua funzione strategica non deve assolutamente – ha sottolineato il consigliere di minoranza – essere passato nelle mani dei privati». Parole così vere per i consiglieri della lista civica tanto da suggerire un confronto in maggioranza per «discutere dell’opportunità di conservare almeno queste risorse per ricavarne utili da reinvestire nel sociale e in servizi attualmente carenti».

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