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Frasi inneggianti a Priebke: sdegno a Santa Marinella

Frasi inneggianti a Priebke: sdegno a Santa Marinella

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – C’è sdegno in città ed anche tanta rabbia per chi si è macchiato di un delitto tanto odioso, quello di scrivere sui muri frasi inneggianti il “boia delle Ardeatine” e cioè Erich Pribke, morto alcuni giorni fa all’età di 100 anni. In Italia, oltre ad aver trovato persone che lo hanno “accompagnato” fino alla sua scomparsa trattandolo come una persona normale, dimenticando che nel ‘44 ha fatto uccidere 350 cittadini romani, c’è chi lo esalta, come se le sue vittime fossero state prelevate da uno Stato estero. Ovvio che le scritte abbiano svegliato le coscienze di tantissimi residenti ed anche il sindaco è intervenuto sulla vicenda. “Esprimo il mio sdegno e il disgusto per le infamanti scritte inneggianti ad Erich Priebke apparse sui muri della città – dice Roberto Bacheca – per le quali sono in corso indagini da parte degli organi di Polizia affinché vengano individuati gli autori. Le scritte – continua il primo cittadino – sono state immediatamente cancellate dagli operai comunali, dopo apposite segnalazioni del Comando di Polizia Locale ai quali va il mio ringraziamento per il lavoro svolto. Gli agenti sono impegnati tuttora per contattare i proprietari dei muri in questione, i quali saranno invitati ad effettuare immediatamente una bonifica degli stessi. Spero che gli autori di tali vergognose scritte – conclude il Sindaco – vengano identificati e puniti come meritano. Chiedo scusa a nome di tutta la cittadinanza, sperando che questi episodi rimangano isolati ad un gesto di qualche balordo”. Sulla questione intervengono anche i dirigenti dell’Associazione Azione Punto Zero, un gruppo molto vicino agli ambienti della destra italiana. “Ci saremmo voluti risparmiare ulteriori considerazioni intorno al caso Priebke – scrivono in una nota – già la storia relativa alle esequie negate e all’impedimento del legittimo ricongiungimento della salma a quella della moglie, morta anni fa, dovrebbe già bastare ed avanzare. Del resto se si dovessero celebrare funerali in chiesa solo per coloro che debbono andare in paradiso a giudizio dei viventi, le chiese sarebbero chiuse da un pezzo. Evidentemente però, intorno a tali vicende, avvoltoi e sciacalli non possono proprio fare a meno di agitarsi. Bisogna essere degli stronzi per sporcare dei muri privati con scritte che non hanno senso. Bisogna essere dei dementi per non amare Santa Marinella, sporcarla e porla al centro di vicende che con essa nulla hanno a che fare. Bisogna essere dei cani, per non avere il giusto rispetto di un morto, per non avere il rispetto dovuto alle vittime delle Fosse Ardeatine. Bisogna essere degli schifosi per approfittare della morte del Capitano Erich Priebke per inneggiare allo juden raus, facendo coincidere la morte di un uomo con tali slogan. Bisogna essere dei vermi, per andare in giro di sabato sera, magari in preda ai fumi dell’alcool o della droga, per associare nomi, vicende, slogan, per sentirsi dei ribelli”. I responsabili di Azione Punto Zero pensano comunque che le scritte possano essere state apposte da aderenti di sinistra. “Però – prosegue il comunicato – si potrebbe essere anche dei provocatori, degli utili idioti, dei depistatori, dei generatori di odio e su questo si potrebbe anche rifletterci su. Poi ci sono anche i vigliacchetti di quart’ordine che su facebook fanno i coraggiosi che campano su queste vicende per fare gli indignati e per dare per scontato che chi ha fatto le scritte sia di Santa Marinella. Questi invertebrati danno del boia, del lurido e dell’infame ad Erich Priebke, cioè ad capitano della SS morto”. “Con lo spirito delle spie, dei codardi e dei profittatori – conclude la nota – chiedono indagini, come nello stile del perfetto animo sbirresco, timoroso e pavido. Certo, su facebook è facile a fare i matti, verrà il tempo nel quale, con le dovute misure, si ristabilirà la verità. Per ora, si sappia che tra chi approfitta di queste vicende per mettersi alla ribalta è preferibile che se ne stia in disparte”.
 

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