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«Non resteremo fermi a guardare»

i residenti della zona dichiarano guerra alla realizzazione dell’impianto inquinante. Cittadini uniti: «Non ci sentiamo adeguatamente tutelati»

i residenti della zona dichiarano guerra alla realizzazione dell’impianto inquinante. Cittadini uniti: «Non ci sentiamo adeguatamente tutelati»

CIVITAVECCHIA – «Questo è l’ultimo atto di un disegno messo in piedi da anni, che vorrebbe trasformare Santa Lucia  nel centro di inquinamento del Lazio». C’è sfiducia e rabbia tra i cittadini che risiedono nei pressi del Centro Chimico, preoccupati per quello che il Ministero della Difesa potrebbe attuare a breve. Da via Tiso a Borgata Aurelia gli animi non si placano e sono in tanti ad additare una scelta che rischia di compromettere il territorio in maniera irreversibile. Le ferite prodotte dal carbone ancora bruciano e la gente non accetta l’ennesima prevaricazione. «Devono prima passare su di noi – dichiarano alcuni residenti della Braccianese Claudia – ma è mai possibile che ogni volta che si parla di strutture inquinanti da realizzare, ai politici venga in mente il Centro Chimico di Santa Lucia? Se non sono i rifiuti è un’altra cosa. Ora addirittura si parla di armi chimiche da smaltire, di un inceneritore. Non pensassero che staremo con le mani in mano a guardare, in queste campagne siamo nati e cresciuti e qualcuno ha investito i risparmi di una vita». La notizia dell’imminente realizzazione di un ossidatore termino a Santa Lucia, dopo gli articoli pubblicati in questi giorni, ha fatto rapidamente il giro della città e la gente sta acquisendo consapevolezza di quello che significherebbe ospitare un impianto di quel tipo, sfruttando il subdolo espediente dell’area militare non soggetto alle normative che disciplinano altri siti presenti sul territorio. E anche al cimitero nuovo ieri mattina qualcuno ne parlava, proprio nei pressi del bar: «Siamo sfiduciate – raccontavano due donne – perché ci rendiamo conto che nessuno ci tutela adeguatamente. Non abbiamo l’età e la condizione per lasciare Civitavecchia, siamo nate qua e questa è la nostra città, la amiamo. Ma in un contesto diverso non avremmo certo esitato a fare la valigia e a partire per un posto lontano». I più agguerriti, paradossalmente, sono gli anziani: «Vogliono venire a bruciare le armi a Santa Lucia – chiede con aria di sfida un ottantenne incontrato nei pressi della sottostazione –  venissero pure. Io sarò qui ad aspettarli».

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