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Controlli sulla salute, la Cgil alza la voce

CIVITAVECCHIA – “Stiamo seguendo con particolare attenzione la vicenda relativa al recente sequestro della banchina 23 e del ferrocromo, preoccupati per la tutela dei livelli occupazionali, della salute dei lavoratori e dell’intera comunità di Civitavecchia”.
A dirlo è una nota stampa della Filt Cgil. “E’ davvero preoccupante quanto emerge dalle dichiarazioni del responsabile dei controlli della ASL RM F che, chiamato in causa dal Procuratore Amendola, ha evidenziato come il personale adibito e la  strumentazione necessaria, per fare i debiti controlli sugli effetti delle polveri emesse dal ferrocromo, risultano insufficienti a tale punto da non poter garantire neppure la “tempestività di risposta” rispetto alle richieste formulate dalla Procura – prosegue la nota – Appare, purtroppo, di tutta evidenza che le istituzioni sanitarie, deputate alla tutela della salute, scontano (anche in ragione dei progressivi tagli subiti) grandi difficoltà nel mettere a disposizione del sacrosanto diritto alla salute le risorse umane e le tecnologie necessarie, intervenendo – nel caso specifico – per prevenire gli effetti di materiali e lavorazioni ad alta intensità inquinante sulla salute dei lavoratori e dei cittadini. Tale situazione, paradossale in un sito come quello di Civitavecchia, dove convivono e spesso confliggono diritti del lavoro con quelli della salute, potrebbe inficiare anche l’operato del Comitato di Igiene e Sicurezza presente nello scalo locale, istituito dal D.Lgs 272/1999 ed  avente funzioni di proposta in materia di salute e sicurezza  nelle operazioni portuali, per tutti i lavoratori che operano nello scalo.
Riteniamo opportuno e doveroso richiedere con forza e in breve tempo i risultati delle analisi del materiale in questione e delle altre merci polverulenti movimentate nello scalo controllando, nel contempo, che le disposizioni di sicurezza attuate siano sufficienti alla salvaguardia della salute degli operatori coinvolti.
Per sostenere questa nostra richiesta proporremo alle altre OO.SS. di convocare unitariamente un’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici per definire, insieme a loro, tutte le iniziative necessarie ad ottenere tempestive risposte a queste richieste.
Ed è con altrettanta forza – conclude la Cgil – che chiediamo a tutti i soggetti pubblici chiamati a garantire l’equilibrio tra i diversi interessi rappresentati dal lavoro, dalla salute e dalla produzione, di aprire tempestivamente una “specifica sessione di confronto” nell’ambito del “Tavolo territoriale per il lavoro, lo sviluppo, l’ambiente e la salute” affinché si condividano scelte che, nell’ambito dello sviluppo del territorio, siano in grado di elevare il grado di sicurezza ambientale per il presente, guardando e tutelando le generazioni future.

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