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«Illegittima la procedura di affidamento dei lavori»

«Illegittima la procedura di affidamento dei lavori»

AUTOSTRADA TIRRENICA. Il sindaco di Montalto di Castro interviene nel dibattito per chiedere alle istituzioni di fare fronte comune per denunciare le irregolarità Sergio Caci: «Non è stata mai effettuata alcuna gara». E Marco Tosoni: «Mazzola ha affrontato la questione con leggerezza»

TARQUINIA – Dito puntato sulla procedura di affidamento dei lavori. La polemica sulla realizzazione dell’autostrada tirrenica passa da Tarquinia a Civitavecchia, arrivando anche a Montalto di Castro. Sul dibattito circa i tanti posti di lavoro promessi e non mantenuti, prende infatti la parola anche il primo cittadino castrense Sergio Caci. «Ho letto sui giornali – dice Caci – le dichiarazioni del sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, della Cna e del consigliere comunale di Civitavecchia Dimitri Vitali in ordine all’autostrada Tirrenica. Mi sembra che tutti si siano mossi dal nobile intento di favorire le imprese costruttrici locali, ma credo anche che alla base di tutta la discussione ci sia un errore di fondo». «La verità – spiega il sindaco di Montalto – infatti, è che tutta la procedura seguita per l’affidamento della concessione a Sat e del subappalto a Sat Lavori risulta totalmente illegittima, perché non è mai stata effettuata alcuna gara. Proprio per questo motivo, è evidente che alle imprese locali, pur organizzate ed attrezzate per svolgere i lavori, è stato impedito di poter concorrere all’aggiudicazione degli appalti di costruzione». In altri termini, dice Caci, le imprese e le autorità locali sono state costrette ad interloquire con soggetti – Sat e Sat Lavori – che si sono spartite in house, contro ogni legge e con la complicità delle autorità nazionali (Anas e Cipe), l’intera realizzazione dei lavori, lasciando alle imprese del territorio soltanto le briciole». «Anziché litigare tra noi – dice quindi Caci – sarebbe opportuno che tutte le autorità e le imprese del territorio facessero fronte comune per denunciare queste gravi irregolarità e per rimettere in discussione l’intera procedura di assegnazione dei lavori. È proprio su questi aspetti, d’altra parte, che si concentra l’interrogazione parlamentare proposta dall’onorevole Rampelli. Il Comune di Montalto di Castro, da parte sua, si è già mosso nella direzione di pretendere chiarezza, chiedendo a Sat l’esibizione della convenzione unica stipulata con Anas per l’affidamento diretto della concessione». Intanto, a rispondere alle dichiarazioni del sindaco Mazzola, ci pensa anche Marco Tosoni esponente della lista civica ‘‘Per il bene di Tarquinia’’. «Il Sindaco di Tarquinia, soffre di miopia politica – tuona Tosoni –  questo, purtroppo si legge nel comunicato in cui  bacchetta gli imprenditori di Tarquinia per la mancata ricaduta sulle aziende locali, dei capitali spesi dalla Sat per la realizzazione del lotto 6A dell’autostrada Tirrenica. Mazzola lo ha fatto con il carbone, con la zona industriale e poi con l’autostrada, quello di non voler mettere a fuoco il territorio e la sua economia. Infatti continua ad appoggiare progetti estranei al tessuto economico locale, con la promessa di immaginari posti di lavoro e commesse, che immancabilmente, non arrivano. Il problema è a monte, l’aver analizzato superficialmente il progetto della Tirrenica nella sua interezza, non considerando i costi ed i benefici dell’infrastruttura sul tessuto economico del territorio. Non sono stati tutelati i Tarquiniesi, la loro economia, le imprese locali a cui prospettava l’ottenimento di lavori, senza aver avuto dal General contractor della Sat, ovvero dalla Sat Lavori le adeguate garanzie». «Non ha considerato – prosegue Tosoni – che ad ogni grande progetto (Autostrada Tirrenica/Sat) stanno le grandi imprese pronte ad accaparrarsi i gradi appalti, a cui non si accede, facendo i consorzi locali ma partecipando a inafferrabili bandi di gara, divisi in lotti dell’opera, che, sebbene l’importo complessivo, non sia stato affidato con un bando di gara europeo. La cosa è stata affrontata con troppa leggerezza credendo alle promesse politiche, invece di insistere su l’unico progetto in grado di dare lavoro a tutte le piccole imprese locali, la messa in sicurezza della SS Aurelia, che poteva fare Anas utilizzando le piccole imprese locali, i cui benefici di occupazione e ritorno economico sarebbero rimasti sul territorio. Questa superficialità ci ha portato al risultato di oggi: ci ritroviamo un territorio massacrato, le imprese locali escluse dai giochi senza possibilità d’appello, proprio come denunciavano i cittadini, profeti, loro malgrado, di questo scenario». «Chissà se il Sindaco – prosegue Mazzola – avrà mai il coraggio di ammettere che ha fatto vane promesse a tutti i tarquiniesi? Come la favola del ponte alternativo sul fiume Mignone, come sul pedaggio che saremo costretti a pagare, visto che sul Cipe del lotto 6A, non esiste garanzia sull’esenzione, diversamente dai lotti toscani, a cui è stato assicurata l’esenzione ai residenti per i primi 40 KM.  I cittadini ricordano ancora l’incontro pubblico avuto alla Farnesiana in cui cercava di tracciare ipotetiche strade alternative all’autostrada, perché non compresi nel progetto, tracciandole sulla carta con un pennarello nel tentativo di convincere gli abitanti della Farnesiana che le sue parole valevano più del progetto approvato dal Cipe. Oggi, a distanza di quasi due anni anche l’ex vice sindaco Giovanni Olivo Serafini dovrebbe ammettere le colpe dell’allora maggioranza, della leggerezza con cui fu affrontato l’argomento. L’amministrazione ha completamente ignorato le proposte di viabilità del Gruppo ‘‘Per il bene di Tarquinia’’, che denunciava la palese violazione del diritto alla mobilità dei suoi cittadini»
Ale.Ro.

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