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Al Traiano coro di no contro le mafie

Al prete anticamorra don Luigi Merola e al colonnello Antonio del Monaco il premio "Libera informazione", giunto alla quarta edizione

Al prete anticamorra don Luigi Merola e al colonnello Antonio del Monaco il premio "Libera informazione", giunto alla quarta edizione

CIVITAVECCHIA – “Bisogna tornare ad essere cittadini”. Lo hanno gridato a gran voce, dal palco del teatro Traiano, don Luigi Merola ed il colonnello Antonio Del Monaco, a cui questa mattina è stato assegnato il premio “Libera informazione”, giunto alla quarta edizione. Il primo è il famoso “prete anticamorra”, anche se questa etichetta non gli piace affatto, “come se – ha spiegato – gli altri siano invece a favore della camorra. La nostra deve essere una battaglia comune, che parte soprattutto dalla scuola”. E ad applaudirlo, con entusiasmo, sono stati centinaua di studenti delle scuole medie e superiori del territorio. Lo hanno accolto come una star, hanno riso alle sue battute, hanno applaudito ai suoi inviti, lanciati con forza dal palco. Perché lui, sacerdote che vive sotto scorta – anche se tra le mille difficoltà dovute anche alla spending review che lo ha lasciato oggi senza auto blindata – da anni si batte contro la camorra nella sua Campania, toglie la manovalanza alla camorra riportando i ragazzi a scuola: e da quando nel 2004 giovanissimo parroco nel rione Forcella a Napoli, in occasione dei funerali di Annalisa Durante, ragazza quindicenne uccisa da un proiettile vagante durante un attentato nella faida tra clan, lanciò dall’altare durissime accuse alla camorra, la sua vita è cambiata. Oggi è insegnante ma, soprattutto, portatore di un messaggio importante: quello di combattere la mentalità mafiosa, “che è presente – ha spiegato – anche a scuola, con il comportamento dei bulli e con il silenzio degli altri”. L’invito è a denunciare, sempre. “Oggi – ha aggiunto – siamo qui per vaccinarvi”. E lo hanno fatto presentando anche il libro “Il colore dell’inferno”, scritto dal colonnello dell’Esercito Antonio Del Monaco, specializzato nella lotta ai clan camorristici: un’appassionante e drammatica serie di incontri-racconti con persone vittime della violenza della camorra. “Davanti a questi ragazzi – ha chiarito il colonnello – l’unica parola da portare con forza è legalità. Da qui bisogna partire, con famiglia e scuola che devono tornare ad essere un punto di riferimento per i giovani”. 
Entusiasti dell’esito dell’incontro gli organizzatori, con il dirigente dell’Itis Marconi Nicola Guzzone che ha sottolineato l’importanza di avere, in città, due persone come don Merola e Del Monaco, “in grado – ha spiegato – di parlare agli studenti e indicare loro la strada da seguire, quella della legalità. L’iniziativa, infatti, si inserisce bene nel percorso di educazione alla legalità che stiamo portando avanti da anni”. “Momenti come questi – ha aggiunto la delegata alla Pubblica Istruzione Paola Rita Stella – sono fondamentali per la vita dei nostri ragazzi”.   

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