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Visite specialistiche, troppo lunghi i tempi d'attesa

CIVITAVECCHIA – Duro è il resoconto della Uil Fpl di Roma sui tempi di attesa di visite specialistiche ed esami diagnostici a Roma e nel Lazio. Secondo l’indagine svolta per gli esami più richiesti (visita endocrinologica, gastroscopia, colonscopia, Ecografia capo e collo, ecocolordoppler cardiaco, risonanza magnetica del cervello e del tronco encefalico), i giorni di attesa del paziente variano dai 30 fino ad arrivare ad un anno, mentre in alcuni ospedali non è nemmeno possibile prenotare la visita. La statistica non esclude l’ospedale San Paolo di Civitavecchia, che dal sindacato si prende la maglia nera per la colonscopia (180 giorni), l’ecocolordoppler cardiaco a riposo e dopo sforzo (90 giorni), e la risonanza magnetica addirittura non prenotabile in tutta la Asl Roma F. «Insomma – denuncia Sandro Bernardini, Segretario Responsabile Uil Fpl di Roma – dati che peggiorano di giorno in giorno, ma siamo in attesa di verificare i risultati dei provvedimenti attuati dalla Regione Lazio a partire da gennaio 2014, più volte suggeriti dalla nostra sigla sindacale che dovrebbero produrre i risultati sperati». Si sta parlando di: obbligo delle strutture ospedaliere pubbliche di estendere le loro agende al Re.cup per almeno il 60%, e di includere nel circuito di prenotazione anche i privati accreditati per coprire l’eventuale richiesta dei cittadini che il pubblico non riesce a soddisfare. Ma il provvedimento principale è il potenziamento del Dott.cup che introdurrà l’obbligo di smaltire le richieste urgenti entro le 72 ore. Infine «speriamo che la Regione ponga un freno ed un controllo alla Libera Professione, perché è impensabile che si faccia concorrenza al Servizio Sanitario Nazionale. (M.D.A.)

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