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Castello, prosegue la lotta dei comitati

S. Marinella. Le 41 associazioni e i tanti volontari continuano a difendere l’uso pubblico del maniero Intensificati gli incontri con i rappresentanti istituzionali

S. Marinella. Le 41 associazioni e i tanti volontari continuano a difendere l’uso pubblico del maniero Intensificati gli incontri con i rappresentanti istituzionali

di GIAMPIERO BALDI

S. MARINELLA – Zingaretti o Polverini, per il Comitato per il castello di Santa Severa non fa differenza. Le 41 associazioni e i volontari che difendono il maniero medioevale proseguono la loro lotta per assicurare al complesso monumentale un futuro ad uso pubblico per fini socio-culturali e turistici ed evitare qualsiasi forma di privatizzazione. Dopo aver sostenuto la battaglia contro la passata amministrazione regionale, che di fatto aveva intenzione di dare in concessione il bene a privati per fare cassa ai fini del ripianamento del bilancio della sanità, il Comitato ha elaborato una proposta progettuale di uso pubblico che è stata fatta propria da tutto il consiglio comunale di Santa Marinella e che costituisce le linee guida della mozione recentemente approvata anche dal consiglio regionale. Negli ultimi due mesi il Comitato ha intensificato la sua attività nei confronti della nuova amministrazione della Pisana ottenendo importanti occasioni d’incontro e di dialogo. «Grazie all’interessamento del consigliere Gino De Paolis – commentano i promotori – siamo stati ricevuti dall’assessore al Bilancio e patrimonio Alessandra Sartore, la quale si è dichiarata più che favorevole all’apertura del tavolo di lavoro tra Regione, Comune e Ministero per i Beni Culturali, richiesto fin dall’inizio della mobilitazione nel 2012 e, nonostante le promesse, ancora non attivato. All’assessore abbiamo fatto presente la situazione di totale abbandono in cui versa il castello e l’inaccettabile richiesta effettuata dal dirigente del patrimonio regionale Mecci al Comune per togliere i locali al Museo Civico, oggi destinati alle ricerche archeologiche subacquee del Centro Studi Marittimi, per ospitare una centralina di videosorveglianza». L’assessore, che conosce e ha frequentato il castello, si è impegnata ad intervenire e soprattutto a fare in modo che si proceda speditamente verso l’apertura del tavolo di lavoro. Un altro importante incontro si è tenuto anche con Giovanna Pugliese dell’assessorato alla cultura e Massimiliano Borelli della segreteria del presidente Zingaretti, che stanno seguendo da vicino la ‘‘questione castello’’. L’incontro è stato propositivo ma si è colta una diversità di pensiero sui tempi dell’apertura del tavolo di lavoro e su alcuni aspetti dell’utilizzo del bene e una certa resistenza al ruolo che dovrà svolgere il Comune.
I volontari hanno chiesto di aprire il castello alle visite guidate che da decenni curava il personale del museo civico, almeno fino ai resti della chiesa paleocristiana scoperta in occasione dei lavori, a suo tempo scavata grazie ai volontari del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite. La riapertura anche parziale del castello sarebbe per il Comitato un primo significativo segnale della volontà della nuova giunta regionale di operare in discontinuità con le idee della precedente amministrazione Polverini. Un altro positivo interessamento è venuto dal consigliere regionale Riccardo Valentini che ha condiviso le idee promosse dal Comitato in relazione alla progettata creazione di un’area protetta.

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