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«Nelle staminali adulte è il vero futuro»

di FLAVIA BAZZANO

CIVITAVECCHIA – «Nelle staminali adulte il vero futuro».  Queste le parole del coordinatore nazionale dell’Iniziativa Europea dei Cittadini “Uno di noi”, Michele Trotta, concittadino che dall’aprile 2012 si è adoperato per portare all’attenzione del Parlamento Europeo quella che, spiega essere una battaglia per la vita. «Chiediamo – spiega Trotta – che gli embrioni siano uno di noi. E che il bilancio comunitario finanzi la ricerca sulle staminali adulte” eliminando, di conseguenza, la ricerca su quelle embrionali. Tra le varie tipologie della famiglia delle cellule staminali, quelle embrionali sono al centro della diatriba bioetica. La loro straordinaria capacità di proliferazione, anche mediante la coltivazione in vitro, potrebbe dare  la possibilità di riprodurre qualsiasi tessuto, ma l’estrazione di cellule staminali da un embrione ne provoca la distruzione.  Il premio Nobel 2012 per la Medicina, Shinya Yamanaka, si è espresso fermamente contro la terapia a base di staminali sostenendo che  non c’è una chiara evidenza abbiano una qualche capacità di migliorare condizioni di tipo neurologico. «Le staminali embrionali vanno ad aprire tessuti tumorali –  spiega Trotta  – è come se la natura si rifiutasse di essere toccata”. Inoltre la Sentenza Brüstle-Greenpeace si è espressa contro il brevetto di embrioni umani.  Dal punto di vista economico, eliminare il budget alla ricerca in quest’ambito, che secondo il Coordinatore non porta alcun beneficio, significherebbe un considerevole risparmio, che in periodo di crisi, darebbe la possibilità di investire in altri settori. Le Iniziative Europee dei Cittadini, sono uno strumento previsto dal Trattato di Lisbona che permette, attraverso la raccolta di firme in via cartacea e online in almeno 7 paesi europei, di presentare una richiesta al Palamento Europeo  in quanto espressione diretta della volontà popolare . Attualmente “Uno di Noi” è l’iniziativa che ha raccolto la maggior adesione fra tutte. L’obiettivo, dunque,  si può considerare raggiunto andando a guardare le cifre: raggiungimento della quota minima in 20 dei 28 paesi della Comunità Europea per un totale di  1.891.406 di firme, di cui  503.91 solo in Italia. La settimana scorsa gli scatoloni sono stati presentati al Viminale. L’importanza di questa iniziativa, conclude Trotta è che la battaglia sia stata “non confessionale, teologica o filosofica, ma civile. E che i cittadini si siano espressi a difesa della scintilla della vita”

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