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«Ha vinto il fronte del porto»

«Ha vinto il fronte del porto»

Dopo la sfiducia Pietro Tidei punta l’indice sul binomio composto dal presidente della Compagnia Portuale e dall’ex sindaco. Questa mattina gli otto consiglieri di minoranza, con l’aggiunta di Sel, Ritorna il futuro e Magliani hanno messo fine all’esperienza dell’amministrazione di centrosinistra. Il primo cittadino: «Tradito da Luciani che non ha mai smesso di ascoltare il suo padrone Moscherini»

CIVITAVECCHIA – Da oggi, Pietro Tidei non è più il sindaco di Civitavecchia. A segnare la fine del suo terzo mandato, sono stati 16 consiglieri (8 di maggioranza e gli 8 dell’opposizione) che poco prima delle nove del mattino hanno presentato all’ufficio protocollo del comune, le proprie dimissioni da consiglieri comunali. E così, proprio come il giorno del suo insediamento, anche questa mattina, Tidei si è presentato all’aula Pucci del Comune per salutare chi ancora lo sostiene e dire il suo «perché» si è giunti alla fine. Per Tidei «ha vinto il fronte del porto». Con Moscherini e Luciani in testa e insieme, non per difendere l’acqua pubblica. Per l’ex sindaco «c’è dell’altro dietro». Ma nonostante tutto Tidei non ci sta a sentirsi dire di essere stato destituito da quelle firme presentate dai 16 consiglieri. «Mi sono dimesso io domenica alle 19 di ritorno da Amelia per impegni istituzionali. Le firme sono state depositate solo questa mattina (ieri, ndc) alle nove. Dopo 43 anni di lavoro decoroso – ha detto Tidei – ho deciso di rassegnare le mie dimissioni per non sottostare ai ricatti di gente che considero venduta. Il comune non è un bancomat». E Tidei punta il dito soprattutto contro Sel. Con uno in particolare. Il vice sindaco Enrico Luciani, «che è sempre stata – ha tuonato Tidei – una spina nel fianco». Lo stesso Enrico Luciani «che fino a ieri tuonava contro le presunte larghe intese – ha proseguito Tidei – e oggi ne è lui il vero artefice. Ha addirittura delegato Moscherini per presentare oggi le lettere di dimissione dei consiglieri». Per Tidei «Moscherini ha vinto con i traditori, io con il consenso popolare». Ed è sicuro che la città «non la darà vinta ai traditori, ai corrotti». E ripercorrendo questi 18 mesi circa di amministrazione Tidei ha voluto ricordare il lavoro svolto «per evitare di mandare in fallimento Hcs e le Sot, così da salvare il posto di lavoro ai dipendenti». Ed era proprio questo «il senso del consiglio comunale di oggi in cui avremmo dovuto votare alcuni assestamenti di bilancio per garantire lo stipendio a tutti». Un Tidei,  quello di questa mattina alla Pucci, amareggiato e che nel suo discorso di ‘‘arrivederci’’ ha sparato a zero non solo  contro quel suo vice definito un «incompetente e un incapace che in un anno e mezzo non ha prodotto nulla e che non si è occupato di nulla e che non ha mai smesso di ascoltare il suo padrone, Gianni Moscherini»; ma un Tidei che spara a zero anche contro i tre consiglieri della lista civica Ritorna il Futuro, Fabrizio Lungarini, Emiliano Santori e Raffaele Cacciapuoti «eletti grazie ai miei voti, ai voti della lista che porta il mio nome. Mi auguro abbiano un momento di grande vergogna».

«Ha vinto il fronte del porto»

 Consiglieri che «non hanno nemmeno avuto il coraggio di venire da me e che ora si vergognano così tanto da aver

affidato a Moscherini il compito di depositare le firme». Ma gli attacchi non si fermano qui. «Sicuramente non si candideranno, ma è chiaro che avranno qualcosa in cambio». Il sindaco, inoltre, assicura: «Il mio impegno politico non finisce qui. Sono abituato alle sconfitte e alle vittorie. Vedremo di scegliere, con il partito, il candidato migliore. Sarò ancora in pista non per candidarmi ancora – ha concluso – ma per sostenere i compagni scelti per la guida della città».

 
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