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«Siamo stati delegittimati, una scelta inevitabile»

«Siamo stati delegittimati, una scelta inevitabile»

I consiglieri di Ritorna il futuro, Santori, Lungarini e Cacciapuoti motivano la decisione di staccare la spina

CIVITAVECCHIA – “La lista Ritorna il Futuro ha dolorosamente preso la decisione di rassegnare le proprie dimissioni dopo aver lungamente riflettuto sui recenti accadimenti che, inevitabilmente, hanno reso non più possibile continuare a sostenere il Sindaco nelle sue decisioni che, negli ultimi mesi, erano diventate tutte unilaterali e soprattutto contrarie al programma elettorale sulla base del quale tutti noi siamo stati eletti”. I tre consiglieri che hanno firmato la sfiducia, Fabrizio Lungarini, Emiliano Santori e Raffaele Cacciapuoti, e che già da tempo avevano mostrato mal di pancia, hanno spiegato i motivi che hanno portato a questa scelta. “Noi, i consiglieri di Sel Ismaele de Crescenzo e Patrizio Scilipoti e prima ancora Roberta Galletta – hanno spiegato – siamo stati oggetto di un processo di delegittimazione e messa all’angolo rispetto a quel patto tra consiglieri sottoscritto e reso pubblico durante il ballottaggio. Proprio quel patto, a nostro avviso, ha contribuito a dare la spinta decisiva ad una campagna elettorale altrimenti incerta. Le nostre parole e promesse elettorali rischiavano concretamente di rimanere lettera morta, costringendoci a digerire operazioni poco chiare come quelle legate al rinnovo dell’AIA, alla resa rispetto alla difesa dell’acqua pubblica e, da ultimo, la scelta non condivisa di modificare dopo appena un mese la destinazione dei terreni ricevuti da Italcementi, contravvenendo all’impegno di cederli all’Ater (case popolari), per destinarli invece all’edilizia privata con la scusa di una paventata (ma poi smentita) eventuale perdita di finanziamenti Regionali che verranno invece prorogati. Infine al consiglio comunale di oggi ci saremmo trovati di fronte al fatto compiuto dell’aumento non discusso, della Tares che avrebbe ulteriormente aumentato le tariffe nell’ordine del 25%.,Sul piano personale lasciamo parecchi amici che stavano ben lavorando nell’amministrazione, dagli assessori agli uffici comunali, ma anche su questo aspetto alcuni appellativi irrispettosi del ruolo e ingenerosi rispetto agli sforzi profusi dai nostri consiglieri, non hanno certo contribuito a rasserenare gli animi”.

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