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Luciani: "Non mi candiderò a Sindaco"

Luciani: "Non mi candiderò a Sindaco"

L'esponente di Sel fa un passo indietro: "Serve una persona in grado di riequilibrare la nostra città"

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CIVITAVECCHIA – Alle elezioni amministrative della prossima primavera tra i candidati a sindaco non ci sarà Enrico Luciani. Lo ha detto lo stesso Luciani questa mattina a Dentro la Notizia su ProvinciaTv. “La politica di Civitavecchia – ha detto – va rinnovata. Quindi Luciani deve fare un passo indietro”. Per l’esponente di Sel, “oggi le condizioni sono altre, serve trovare – ha spiegato – un personaggio in grado di riequilibrare la nostra città”. Ovviamente, una persona appartenente alla coalizione del centrosinistra. Coalizione di cui fa parte anche il Partito democratico. “Noi non abbiamo nulla contro il Partito democratico –  ha sottolineato Luciani – e lo abbiamo spiegato subito dopo le dimissioni dei nostri consiglieri e la sfiducia al Sindaco”. Sfiducia che per i vendoliani “era solo nei confronti di Pietro Tidei”. Insomma, “oggi è arrivato il momento di cercare un candidato perché la città ha bisogno di trovare l’unità attraverso la candidatura di un uomo di spessore, scevro da altri interessi. Una persona – ha aggiunto – che sia al di sopra della politica. Una persona che voglia bene a questa città”. Tornando poi alle dichiarazioni dell’ex presidente del consiglio comunale Marco  Piendibene che, proprio dagli studi di Provincia Tv, aveva detto che “qualora Tidei dovesse decidere di ricandidarsi non ci sarebbe bisogno di indire le primarie”, Luciani torna a ribadire: “La ricandidatura dell’ex sindaco è un depistaggio sulle reali intenzioni del Pd”. Una tesi la sua, sostenuta, secondo Luciani anche dal risultato ottenuto alla primarie del Pd da Matteo Renzi, nuovo segretario nazionale del partito. “Alle precedenti elezioni amministrative – ha detto Luciani – in città non c’era quasi nessuno a sostenere Renzi, eccezion fatta per Guerrini. Oggi invece a sostenerlo sono tantissimi, il gruppo a sostegno di Renzi si è ingolfato”. E questo lascia pensare che “si tratti della conclusione di un percorso, di una strategia che i democrat stanno portando avanti e che non può passare per la ricandidatura improponibile di Tidei, unico e principale responsabile di quanto accaduto”.


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