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Fondi Lazio: la Gdf sequestra documenti alla Pisana

Fondi Lazio: la Gdf sequestra documenti alla Pisana

Nel mirino delle fiamme gialle fatture, rimborsi, contratti di collaborazione del gruppo Pd a partire dal 2010. Intanto a Fiumicino è ancora alta la tensione tra maggioranza e opposizione dopo la bocciatura del codice etico proposto dal centrodestra. Il capogruppo del Pdl, William De Vecchis, ha scritto una lettera al neo segretario del Partito Democratico Matteo Renzi: "Venga in città"

FIUMICINO – Fatture, attestati di spesa per rimborsi di carburante, spese telefoniche e tutti i contratti di collaborazione occasionale stipulati dal gruppo consiliare del Pd, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura di Rieti. Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza si sono presentati ieri alla Pisana con un nuovo decreto di esibizione e acquisizione di atti, firmato dal procuratore Giuseppe Saieva. Altri documenti sono stati acquisiti anche nella sede della società che gestiva i conti del gruppo, la Promogest 3000 srl di Roma. A quanto si è appreso, la finanza avrebbe quindi sequestrato documentazione, negli uffici del consiglio regionale e in quelli della Promogest 3000, attestante le spese sostenute dal gruppo democratico dal 2010 fino al termine della passata legislatura. Diversi scatoloni contenenti fatture, attestati di spesa per rimborsi di carburante, spese telefoniche e in particolare tutti i contratti di collaborazione occasionale stipulati dal gruppo. Nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla magistratura reatina risultano indagati l’ex tesoriere e consigliere regionale del Pd, Mario Perilli, l’ex capogruppo alla Pisana ora sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, l’ex consigliere del Pd Enzo Foschi, ora capo della segreteria del sindaco di Roma Marino, e l’ex consigliere Giuseppe Parroncini. Intanto proprio a Fiumicino prosegue la polemica interna al consiglio comunale con fuochi incrociati tra maggioranza e opposizione. Dopo la bocciatura di ieri del codice etico proposto dal centrodestra, il capogruppo del Pdl, William De Vecchis, ha scritto oggi una lettera al neo segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. “Lei parla di aprire una nuova pagina politica – dice De Vecchis – lo fa con un nuovo linguaggio, anche con coraggio e spero con coerenza perché nel nostro comune è avvenuto un fatto che secondo me va contro tendenza alla nuova linea del Partito Democratico. Ieri in aula consiliare a Fiumicino, come opposizione, visti gli ultimi episodi legati alle esose spese cha hanno coinvolto la politica tutta e le indagini a esse collegate, eseguite da varie magistrature in tutte le Regioni della nostra Nazione, abbiamo ritenuto opportuno presentare un ordine del giorno nel quale chiedevamo semplicemente che tutti gli amministratori pubblici, i consiglieri comunali e assessori coinvolti in indagini legate alla propria attività amministrative si autosospendessero fino a fine indagine, un segnale ritenevamo di trasparenza e legalità e anche a difesa non solo dei cittadini ma anche degli imputati. Un atto doveroso visto lo scollamento, denunciato anche da lei, tra la politica e gran parte della società civile, un atto simbolico nulla di più, un atto che non voleva essere né di giudizio né di avvocatura, non spetta a noi, a noi spetta dare risposte di amministrazione e correttezza istituzionale. Questo odg, che era un semplice atto politico, è stato bocciato dai rappresentanti in consiglio comunale del suo partito, a mio avviso eludendo il nuovo percorso del nuovo PD che vuole aprire una nuova stagione con una nuova classe politica”. “Non ci sono detentori di verità assoluta conclude De Vecchis – tantomeno il sottoscritto, quindi la invito nel nostro comune, magari organizzando un incontro politico, per discutere insieme sul nuovo percorso che le nuove generazioni di politici devono intraprendere sia nel centrosinistra sia nel centrodestra per ridare quella linfa vitale che oggi manca. Lo ha detto lei: ora tocca a noi, e spero che lei dia alla nuova generazione di Fiumicino l’opportunità di confrontarsi”. Il Pdl torna pure sulla vicenda della rissa sfiorata ieri. “È particolare che Sel e la lista Civica Montino accusino il centrodestra di aver istigato e aizzato il pubblico presente in aula e poi l’unico schiaffo volato se lo sia beccato il consigliere Gonnelli (per lui una contrattura cervicale)” “Schiaffo – proseguono dal centrodestra -per altro arrivato dal figlio di un consigliere di maggioranza, Ferreri, seduto tra il pubblico e che il capogruppo Chiodi dovrebbe conoscere pure bene visto che è suo collega. La solita coerenza”. “La smettano – tuonano dal Pdl di Fiumicino –  come la girano si incartano da soli. Sono sei mesi che Montino fa le pulci a tutti e l’unica cosa su cui è riuscito ad attaccarsi, dovendosi poi scusare per aver preso una cantonata, è stato un cellulare del valore di qualche decina di euro che Gonnelli non avrebbe riconsegnato: ridicolo. Montino, l’uomo indagato per aver speso allegramente due milioni di euro che si attacca a una manciata di euro. Montino l’uomo che percepisce tre vitalizi, che parla di moralità. Montino che dopo aver dato dei “fascisti”, “buffoni” e “pagliacci” al pubblico si fa compatire dai suoi scudieri come fosse la vittima e l’uomo aggredito. Vergogna”. “La smettano – incalzano ancora dal Pdl – di sviare dal nocciolo della questione. L’unico indagato in aula era Montino. Lui doveva rispondere delle indagini che lo riguardano e non l’ha fatto. Si è nascosto. È fuggito di fronte alle proprie responsabilità prima tentando di minacciare con accuse assolutamente infamanti l’opposizione, come a dire “Siamo tutti uguali, attenzione”. Tra l’altro dimenticando di citare qualche caso spinoso che ha nella sua giunta: conflitti di interessi, consiglieri con concessioni pubbliche, chioschi o altre aree in gestione. Poi, visto che non attaccava, ha annunciato una vagonata di indagati nel centrodestra. E pure lì gli ha detto male. Messi alle strette hanno deciso di bocciare un codice etico, legittimando un sindaco indagato e futuri consiglieri indagati. Per chi annunciava di essere la rivoluzione e il nuovo che avanza, un bello smacco”. La solidarietà al sindaco Montino arriva invece da Emilio Patriarca, capogruppo del Pd in consiglio comunale. “Ciò che è accaduto in consiglio comunale – dice Patriarca –  è vergognoso. Desidero esprimere la piena solidarietà al sindaco Esterino Montino per l’attacco subito. Il centrodestra ha messo in scena uno spettacolo vergognoso, aizzando una baraonda di ventennale memoria in aula con urla e spintoni, attraverso un modello di intimidazione ben preciso. Davanti a questi gesti di profonda intolleranza rispondiamo che non ci faremo intimidire, anzi, andremo a vanti per la nostra strada, che è quella del fare per la città e della trasparenza. Soprattutto riguardo l’analisi degli atti della passata amministrazione, che tanto hanno inciso negativamente e direttamente sui cittadini del nostro territorio che evidenziano come l’interesse al mantenimento del decennale sistema di potere del precedente sindaco sia andato a discapito di quello generale. E soprattutto come l’allegra gestione di contenziosi abbia prodotto perdite economiche di grande rilevanza, vedi rotonda della Madonnella, appalti per i servizi sociali e autovelox, più altri ancora in sede di esame. Il consiglio che voglio dare all’opposizione è di elevare qualitativamente la loro politica”. (a.r.)

 

 

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