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Tirrenica, i fratelli Podda si incatenano davanti al chiosco

Tirrenica, i fratelli Podda si incatenano davanti al chiosco

TARQUINIA. I due imprenditori minacciano di darsi fuoco: "Se chiudono il casotto siamo rovinati. Svelata la grande bugia dei posti di lavoro". Fallito, per ora, il tentativo di Sat di smantellare il punto vendita di prodotti locali situato sull'Aurelia, ma si teme una rappresaglia delle forze dell'ordine. Fax di diffida inviati in prefettura 

TARQUINIA – Dopo aver passato la notte al presidio organizzato davanti al punto vendita situato al km 81.700 dell’Aurelia, all’uscita dell’autostrada Roma-Civitavecchia, i fratelli Podda stamane alle 8 si sono incatenati all’arrivo‎ della ruspa della Sat. Un tentativo -, quello attivato dalla società che ha in gestione i lavori per la realizzazione dell’autostrada tirrenica -, di eseguire lo smantellamento del chiosco per la vendita di prodotti agricoli, in particolare caseari ma anche generi alimentari, che per ora non è andato a buon fine. Bernardo Podda e il fratello Patrizio, proprietari del chiosco, minacciano anche di darsi fuoco se sarà effettuato lo sgombero della loro attività commerciale, come annunciato dall’ordinanza del prefetto notificata alcune settimane fa. Il timore dei manifestanti è l’improvvisa rappresaglia da parte delle forze dell’ordine e della Sat. Da ieri sera una cinquantina di persone protestano chiedendo il blocco del provvedimento di sgombero che secondo i bene informati dovrebbe però essere eseguito domani mattina all’alba. Se questa indiscrezione dovesse essere confermata, si tratterebbe tuttavia di un “vero e proprio atto di forza privo di legittimità”, rimarcano i due imprenditori che stasera hanno inviato in prefettura fax urgenti di diffida. “L’ordinanza firmata dal prefetto – affermano infatti i fratelli Podda – prevedeva lo sgombero nella giornata di oggi 16 dicembre e un diverso intervento non è ammissibile, richiederebbe infatti una nuova ordinanza con giorno prefissato”. Come si ricorderà, l’area dove sorge l’attività commerciale dei fratelli Podda è interessata dai lavori per la realizzazione del tronco autostradale Civitavecchia-Livorno che si sta realizzando sopra l’attuale Aurelia, rendendo questa strada da pubblica a privata con tanto di pagamento del pedaggio. Altre attività esistenti lungo il tracciato, come i distributori di carburante, sono già stati chiusi e demoliti. Per alcune attività è stato previsto un risarcimento corrispondente sia al valore del terreno espropriato sia al valore dell’attività costretta a dismettere. Nel caso dei fratelli Podda tutto ciò non è avvenuto: non esiste, ad oggi, alcuna proposta di risarcimento né una alternativa sul luogo dove poter riposizionare il chiosco. Il sit-in, assicurano i presenti, andrà avanti ad oltranza. Sul posto, oltre ai fratelli Podda anche i dipendenti dell’azienda, semplici cittadini e imprenditori che possiedono attività lungo la statale Aurelia, oltre che diversi residenti della zona Farnesiana e politici, da Maneschi, Pdl Tarquinia, all’ex consigliere comunale di Civitavecchia Dimitri Vitali. Del casotto dei fratelli Podda si è parlato stamane anche in consiglio comunale. Proprio il consigliere d’opposizione Marcello Maneschi (Pdl) in apertura d’assise ha espresso ampia solidarietà agli imprenditori e chiesto spiegazioni al primo cittadino. Il sindaco Mauro Mazzola, oltre a rimarcare l’assenza del punto in questione all’ordine del giorno del consiglio, ha sottolineato che “all’ufficio commercio non esiste alcuna attività dei fratelli Podda”. Da parte loro i due imprenditori ricordano di pagare reg

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olarmente le tasse. “Il sindaco cerca negli uffici sbagliati. Abbiamo l’autorizzazione per la vendita di prodotti agricoli. Sono 20 anni che siamo qui. Il sindaco,  se riteneva che eravamo abusivi, avrebbe dovuto fare lui l’ordinanza di sgombero. Tutto ciò è quindi una contraddizione”.“ Se ci chiudono siamo rovinati. La nostra battaglia –proseguono i fratelli Podda – è in difesa del lavoro, nostro e dei nostri dipendenti. Inoltre, la comunità cittadina perderà un punto di riferimento, una rivendita di prodotti tipici locali che è un fiore all’occhiello per tutto il territorio”. L’azienda agricola produce infatti in proprio formaggi e latticini di qualità. “Innanzitutto ringraziamo i cittadini per la solidarietà che ci stanno dimostrando – dichiarano ancora i Podda – chi sta partecipando fisicamente al sit-in e quelli che telefonicamente o di persona ci dimostrano affetto e amicizia”. “Con la costruzione dell’autostrada – sottolineano i due imprenditori agricoli – erano stati promessi centinaia di posti di lavoro. La grande bugia è stata ormai svelata: i posti di lavoro per i tarquiniesi non ci sono, anzi quelli esistenti si perdono, come accadrà a noi e alle persone che lavorano nella nostra azienda”. “Inoltre – continuano i due imprenditori – un aspetto da non sottovalutare sarà il problema della viabilità che sarà completamente stravolta, costringendo chi abita nella zona a percorsi alternativi assolutamente inadeguati e pericolosi. La costruzione dell’autostrada ha deprezzato di fatto il valore delle abitazioni, delle aziende agricole e delle attività commerciali che sorgono lungo la statale Aurelia. Quest’ultima sarà cancellata e da strada pubblica e gratuita diventerà autostrada privata soggetta al pagamento di un salato pedaggio. Infine desta molta sorpresa il fatto che alcuni cittadini sono stati indennizzati mentre altri non hanno visto l’ombra di un risarcimento”. (a.r.)

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