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"Opac, il porto di Civitavecchia va escluso"

"Opac, il porto di Civitavecchia va escluso"

Armi chimiche. Il parlamentare del Pd Marietta Tidei rivolge un'interrogazione al ministro Bonino

CIVITAVECCHIA – Escludere il porto di Civitavecchia dalla rosa dei porti del centro sud oggetto dell’interesse dell’organizzazione per la distruzione delle armi chimiche (Opac). La richiesta, rivolta al ministro degli Affari Esteri Emma Bonino attraverso un’interrogazione, è dell’onorevole Marietta Tidei che ha sottolineato i motivi per i quali lo scalo non dovrebbe essere scelto. La presenza di uno dei poli energetici più grandi d’Europa e del primo scalo passeggeri del Mediterraneo “dove attraccano – ha spiegato nell’interrogazione – decine di navi da crociera ogni anno e transitano migliaia di turisti ogni giorno”. Ma anche la presenza di un Centro Tecnico Militare Chimico Fisico “in cui è stata tra l’altro paventata – ha aggiunto – e mai smentita, la possibilità di una realizzazione di un ossidatore termico, adatto anche proprio allo smaltimento di armi chimiche”. Tutti motivi per i quali, a detta di Marietta Tidei, appare evidente “che il territorio di Civitavecchia paghi già un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari, e andrebbe evitata – ha sottolineato – ogni altra criticità che aumenti i rischi per la salute dei cittadini. Inoltre vista la posizione centrale nel tessuto cittadino del porto, che insiste proprio sulla parte più densamente popolata della città, viene di fatto a mancare una delle caratteristiche peculiari indicate dall’ Opac per la scelta del sito di attracco”.

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