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Mercato, altri sei mesi d’attesa

Mercato, altri sei mesi d’attesa

Voci insistenti parlano dell’ennesimo slittamento per il trasferimento degli operatori. I titolari delle superfetazioni: «Vogliamo sapere a che punto è il progetto per la realizzazione dei nostri box». L'ex assessore Mirko Mecozzi: «I lavori erano praticamente terminati. Noi avremmo inaugurato l'8 gennaio, come promesso»

CIVITAVECCHIA – “Entro l’8 gennaio il mercato verrà definitivamente trasferito. Staccheremo le utenze nella zona temporanea e si tornerà nell’area ristrutturata”. Una promessa, quella dell’ex sindaco Pietro Tidei e dell’ex assessore ai Lavori Pubblici Mirko Mecozzi destinata ad essere l’ennesima scadenza non rispettata. E se ne sono susseguite molte, troppe, in oltre tre anni e due amministrazioni comunali. Oggi i lavori ai box San Lorenzo sono praticamente terminati. Al mercato ittico, invece, sono in fase di conclusione i lavori per la sistemazione dei banchi delle macellerie poste all’interno della struttura: in questo caso si sono verificati rallentamenti, modifiche nell’allestimento dei locali, spese sostenute dagli operatori e inizialmente non preventivate. «Siamo stanchi – ha spiegato uno dei macellai – non crediamo più alle promesse di nessuno». Per le superfetazioni, quei locali esterni all’ittico sui quali la Sovrintendenza aveva posto dei paletti, si sta ancora lavorando, ma in questo caso non c’è molta chiarezza. «Vogliamo sapere a che punto è il progetto – hanno tuonato i 23 titolari delle superfetazioni – c’è stato l’ok della Soprintendenza ma oggi non si sa più niente». Gennaio trascorrerà così, e probabilmente anche febbraio e marzo. Poi, da quanto gli operatori sono riusciti a sapere dai dirigenti comunali, si potrà procedere con il trasferimento di San Lorenzo e, a scaglioni, delll’ittico e di tutti gli altri. Ma voci parlare di un’attesa che durerà almeno fino a giugno. Lo conferma anche l’ex assessore ai lavori pubblici Mirko Mecozzi. «Si tratta di altri sei mesi – ha spiegato – a carico della collettività per i costi del mercato provvisorio di cui tutti conoscono le precarie condizioni anche igieniche. E per ogni mese di ritardo il Comune pagherà l’affitto delle celle frigorifere, la tensostruttura e persino le bollette della luce. Se fossimo rimasti in carica avremmo sicuramente inaugurato il nuovo mercato l’8 gennaio. Abbiamo speso 825 mila euro, tutti stanziati dalla giunta Tidei: i lavori sono praticamente terminati e manca il progetto esecutivo per le superfetazioni. Poi si passa al rinnovo delle concessioni, collaudi tecnici ed amministrativi. Oggi però la palla è passata al commissario».

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