Pubblicato il

Ladispoli tra i Comuni che dovranno pagare la mini Imu

Ladispoli tra i Comuni che dovranno pagare la mini Imu

Va meglio a Tarquinia e Santa Marinella

LADISPOLI – Mini Imu: i cittadini di Ladispoli chiamati a pagare. Va meglio invece a Tarquinia e Santa Marinella. Nel 2013 l’Imu sulla prima casa è stata infatti abolita dal Governo ma alcuni comuni, a cominciare da quello di Roma, hanno aumentato l’aliquota. Queste decisioni hanno provocato un aumento delle quote necessarie per rimborsare gli enti locali dagli introiti mancanti. E’ stato per questo motivo che il Governo, dopo lunghe e contrastate discussioni, ha deciso di far pagare una quota dell’Imu sulla prima casa: inizialmente la decisione era stata quella di far pagare solo i comuni che l’avevano aumentata nel 2013. In questa ipotesi i residenti di Ladispoli non avrebbero pagato nulla. Successivamente però la norma è stata modificata e sono stati iscritti anche i comuni che avevano l’aliquota Imu nel 2012. “Se non ci saranno ulteriori modifiche – spiega il sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta – (l’associazione dei Comuni italiani ha chiesto al Governo di trovare soluzioni in altri settori) entro il 24 gennaio i cittadini dovranno pagare il 40% dell’uno per mille, facendo riferimento a quanto pagato per l’Imu prima casa nel 2013”. La quota da versare oscillerà tra le 20 e i 60 euro ad abitazione, in base alla categoria e alla grandezza. L’errata informazione dei giorni scorsi è stata diffusa quando sembrava che il Governo non avesse inserito Ladispoli tra i comuni che dovranno pagare la mini Imu. Il cambio di decisione ovviamente non è dipeso dall’amministrazione comunale”.Va meglio, invece,  ai comuni di Tarquinia e Santa Marinella. I tarquiniesi, infatti, non devono pagare la cosiddetta mini Imu per la prima casa, in scadenza il prossimo 24 gennaio. Lo assicura il sindaco Mauro Mazzola, deciso a fare chiarezza e a sgomberare il campo da dubbi e incertezze. «L’esenzione è resa possibile per il fatto che il Comune ha stabilito per il 2012 e il 2013 un’aliquota sull’abitazione principale uguale a quella base al 4 per mille, per tutelare le centinaia di famiglie che possiedono una sola casa. – sottolinea il sindaco Mazzola – Ribadisco quindi che nella nostra città non si paga la cosiddetta mini Imu». Rimandata da dicembre al 24 gennaio, per la mancata conferma delle coperture sulla seconda rata della tassa sugli immobili per le prime case, pertinenze e terreni e fabbricati agricoli, ossia, le fasce già esentate della rata di giugno, la cosiddetta mini Imu dovrà essere corrisposta in oltre 2mila Comuni italiani, ovvero dove l’aliquota è stata innalzata oltre la soglia base del 4 per mille. «Siamo di fronte a un caos normativo senza precedenti sul fronte della fiscalità immobiliare. – commenta il primo cittadino di Tarquinia – È una situazione davvero incresciosa: sono presi provvedimenti per poi essere gettati al vento nel giro di poche ore, con le amministrazioni e i cittadini costretti ad attendere per capire cosa fare e per non sbagliare». Nella Perla del Tirreno, a prendere la parola, sulla questione è il consigliere alle Finanze Emanuele Minghella che fa un quadro sugli oneri a carico dei cittadini. “Mi fa piacere – afferma Minghella – che l’opposizione voglia fare sua una decisione presa invece dalla maggioranza in cui, ancora una volta, abbiamo dato dimostrazione di voler ridurre al minimo, e se mai possibile eliminare, alcune imposte. L’addizionale comunale sull’Irpef a Santa Marinella è sempre stata tra le più basse d’Italia; abbiamo così voluto ridurre per oltre il 40% il gettito escludendo dal pagamento i redditi inferiori a 10mila euro, dimezzato allo 0,2 per mille i redditi fino a 15mila euro e ridotto allo 0,3 per tutti gli altri”. “Inoltre – continua Minghella – voglio ricordare che non dovremmo ricorrere al pagamento della mini-imu poiché abbiamo mantenuto l’aliquota al minimo ed abbiamo ridotto il coefficiente per le seconde case. Nello studio del bilancio 2014 – conclude Minghella – con la nuova IUC (tasi+tari) ancora in elaborazione definitiva dal Governo, lavoreremo per poter rendere sempre più equa la distribuzione delle imposte, cercando di trovare la massima opportunità di detrazione fiscale per le famiglie disagiate e numerose, mantenendo sempre alta l’attenzione e destinando gran parte delle risorse ai servizi sociali”. (a.r.)

 

ULTIME NEWS