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MONTALTO. Bottigliata tra giovani fuori la discoteca, derubricato il reato di tentato omicidio: furono mere lesioni

MONTALTO – Si è trattato solo di mere lesioni. Questa le decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Civitavecchia, Giovanni Giorgianni, nel corso del processo che si è svolto giovedì a carico di L.P. il ragazzo viterbese accusato lo scorso luglio di tentato omicidio dopo una lite avvenuta fuori di una discoteca di Montalto di Castro, nel corso della quale un altro giovane di Tarquinia, A.F. le sue iniziali, rimase ferito alla gola per via di una bottigliata. Il processo, svoltosi con rito abbreviato, ha messo in luce, grazie a quanto rappresentato dal collegio difensore dell’imputato, composto dagli avvocati Paolo Pirani ed Ernesto Tedesco, e grazie alla perizia del dottor Gino Saladini,  che quanto accaduto quella notte non rientra nell’ambito di un tentativo di uccidere. Per questo il gup ha derubricato il reato da tentato omicidio a lesioni, respingendo la richiesta del pm di cinque anni di reclusione.
I fatti risalgono alla notte tra venerdì 5 e sabato 6 luglio, quando a seguito di un diverbio, generato con ogni probabilità da motivi di gelosia, L.P. colpì il coetaneo di Tarquinia, ferendolo con una bottiglia rotta. Immediato fu l’arrivo dei Carabinieri e delle ambulanze del 118, intervenute con due mezzi. Per il tarquiniese si parlò di rischio di vita. Anche l’aggressore riportò ferite alla mano.
Dopo circa un mese di carcere al Mammagialla, L.P., grazie al suo avvocato Paolo Pirani, ottenne la custodia cautelare nella Città dei Papi. Ora il gup ha condannato il ragazzo ad un anno e otto mesi con il beneficio della sospensione, per cui l’imputato è stato rimesso in libertà. Soddisfatti i due legali difensori, gli avvocati Pirani e Tedesco, per questo ennesimo risultato raggiunto. Gli avvocati attendono ora il deposito della sentenza, riservandosi comunque un eventuale appello. (a.r.)

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