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Ex giunta Canapini: sette richieste di rinvio a giudizio

Ex giunta Canapini: sette richieste di rinvio a giudizio

FIUMICINO. La Procura ha chiesto l’apertura del processo a carico dell’ex sindaco Mario Canapini e altre sei persone tra consiglieri e imprenditori Le accuse: concussione, falso e distrazione di mezzi e fondi. Si parla di tangente da 300mila euro per sbloccare la variante al piano particolareggiato 

FIUMICINO – L’ex amministrazione comunale di Fiumicino nella bufera giudiziaria. La Procura di Civitavecchia ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone, accusate a vario titolo, di tentata concussione, concussione, falso, distrazione di mezzi fondi ed altri reati. Tra le persone indagate ci sono l’ex sindaco Mario Canapini, il suo vice Paolo Sugamosto, l’ex consigliere Antonio Prete, oltre agli imprenditori Paolo e Franco Colangeli, Vincenzo Schiavoni e Salvatore Rocco Mulè. La vicenda nasce sostanzialmente nell’estate del 2006, nel corso di un pranzo tra l’ex primo cittadino e l’imprenditore Franco Colangeli. Canapini, secondo quanto scrive il pubblico ministero Lorenzo Del Giudice nella sua richiesta di rinvio a giudizio e che ha coordinato l’intera indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Civitavecchia, chiese “la somma di 300mila euro da consegnare in contanti al Prete quale unico strumento affinché il comune sbloccasse le pratiche amministrative per le varianti al piano particolareggiato numero 10 necessarie alla Sogeim (di cui Colangeli era legale rappresentante) per l’avvio di un cantiere di via Montanari a Fiumicino”. Non solo, ma sempre Canapini e Prete, sempre stando a quanto messo nero su bianco dal magistrato inquirente “costringevano Franco Colangeli a versare in favore delle loro rispettive mogli la somma complessiva almeno pari a 90mila euro, mediante emissione di assegni bancari”. Versamenti che venivano giustificati quali acconti per la stipula di un preliminare di compravendita di un fondo. Ma a quel preliminare, secondo la Procura, non è mai seguito alcuno contratto definitivo di compravendita. Piuttosto delicata anche la posizione dell’ex vice sindaco Sugamosto che, sempre stando alla tesi del pm, avrebbe costretto sempre il Colangeli a concedere subappalti ad imprese indicate dallo stesso vicesindaco.  

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