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Saldi, tra luci ed ombre

Saldi, tra luci ed ombre

Il "fuoco di paglia" dei primissimi giorni si è subito spento. Ieri però negozi chiusi nonostante i tanti civitavecchiesi a passeggio in centro

CIVITAVECCHIA – Nonostante una partenza positiva, con i buoni risultati del primo weekend, i saldi hanno comunque fatto registrare un meno 20% rispetto agli anni passati. I commercianti si lamentano: “Non c’è mercato, non gira un euro!”. Eppure, stando alle diverse segnalazioni di cittadini, ieri i negozi al centro erano praticamente tutti chiusi. Qualcuno ha deciso di tenere aperto, considerata anche la bella giornata di sole. Ma i negozi aperti si contavano su una mano. Eppure, ormai, ai comemrcianti è garantita massima libertà nel tenere aperti o meno i propri locali; non c’è più obbligo di chiusura domenicale, riposo settimanale o durante la pausa pranzo. In pochi, però, hanno colto questa possibilità. “Durante la settimana lavoro a Roma – ha spiegato una civitavecchiese – avrei voluto approfittare della domenica per fare un giro in occasione dei saldi, ma ho trovato tutto chiuso”. Ad affrontare il problema il presidente della Confcommercio Vincenzo Palombo, il quale ha sottolineato come si stia parlando di “piccole attività – ha spiegato – che si trovano a fare i cosiddetti “conti della serva”: stare aperti significa affrontare spese di personale o di utenze. E non tutti possono permetterselo, soprattutto se rapportate agli scarsi ricavi”. Il presidente della Confcommercio ha parlato di saldi iniziati comunque in maniera positiva. “Il via è stato dato di sabato, appena a ridosso delle feste – ha aggiunto – in un weekend lungo come quello dell’Epifania. Questo ha fatto registrare una grandissima affluenza, al di sopra delle aspettative; anche se poi il calo delle vendite è stato del 20%, rispettando il trend nazionale. Il fuoco di paglia dei primi tre giorni, però, si è spento subito, con la situazione che si è arenata. Oggi, quindi, i commercianti devono recuperare il recuperabile. Si è subito partiti con saldi al 50%, che di fatto permettono di pareggiare la spesa della merce, non di guadagnare quanto basta per coprire le spese di gestione dle negozio”. Motivi, questi, che spingono quindi molti negozi a tenere abbassate le serrande, magari rimandando il “sacrificio” alla prossima stagione croceristica.       

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