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Si trasforma il centro immunotrasfusionale

Ridimensionamento del servizio. Ma il commissario Quintavalle si impegna a tutelare utenti e lavoratori

Ridimensionamento del servizio. Ma il commissario Quintavalle si impegna a tutelare utenti e lavoratori

CIVITAVECCHIA – Ridimensionamento avanti tutta, a livello sanitario. La Asl RmF continua a subire le decisioni della Regione Lazio, con la dirigenza che cerca però di garantire allo stesso tempo i livelli essenziali di assistenza, tutelando l’utenza da un lato e l’occupazione dall’altro. E così accade anche per il servizio immunotrasfusionale, che diventa centro di raccolta sangue, con la realizzazione di un altro punto raccolta a Bracciano. Secondo la Regione Lazio l’attività operativa va a diminuire e al San Paolo dovranno essere assicurate 4 unità di sangue 0Rh negativo per le urgenze. Forse troppo poche per un ospedale strategico su un territorio dove insiste un grande polo energetico ed il porto principale del Mediterraneo. “Il 21 gennaio – ha spiegato il commissario straordinario Giuseppe Quintavalle – avremo un incontro con la dirigenza del San Filippo Neri, ospedale con il quale avvieremo una convenzione. Dovremo discutere i dettagli dell’accordo. E ci andremo numeri alla mano”. Viste le chirurgie attive al San Paolo, infatti, verrà chiesto in questi giorni ad ogni primario di cosa avrà bisogno, anche in termini di sacche di sangue per le emergenze che potrebbero servire. “Stiamo poi incontrando i sindacati – ha aggiunto Quintavalle – perché i livelli occupazionali vanno garantiti e tutelati”. Intanto si pensa alla prossima attivazione del centro raccolta anche a Bracciano, con il commissario intenzionato a trasferire al Padre Pio le piccole e medie chirurgie, portando al San Paolo quelle di complessità, trasferendo anche i due posti di terapia intensiva attualmente a Bracciano. Nel frattempo proseguono i lavori all’ospedale di Civitavecchia relativi proprio al nuovo centro immunotrasfusionale, adeguandoli alle nuove esigenze imposte dalla Regione Lazio. I locali che si andranno a ricavare serviranno per dei nuovi poliambulatori, ad esempio quello di diabetologia che conta sul territorio oltre 4000 pazienti. 

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