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Tares, un salasso per i commercianti

SANTA MARINELLA. Bufera nella Perla. Le categorie produttive minacciano di scendere in piazza se non saranno rivisti gli importi. Minghella: «Il Comune è stato obbligato a questo regime come previsto dal Dl»

SANTA MARINELLA. Bufera nella Perla. Le categorie produttive minacciano di scendere in piazza se non saranno rivisti gli importi. Minghella: «Il Comune è stato obbligato a questo regime come previsto dal Dl»

S. MARINELLA – E’ bufera sull’amministrazione comunale per l’aumento, fino al 300%, della tassa sui rifiuti alle attività economiche della Perla del Tirreno che minacciano di scendere in piazza se non sarà rivista l’intera questione. La Tares costringerà i commercianti ad un vero e proprio salasso dei loro bilanci considerato che, ad esempio, il titolare di un ristorante si vedrà costretto a versare nelle casse comunali fino a 4.500 euro invece dei 1.500 che aveva pagato nel 2012. Oltre ai cittadini, quindi, a protestare con forza verso la giunta Bacheca che ha attuato una legge nazionale sulla copertura del servizio dei rifiuti, sono anche le categorie produttive che si sono viste recapitare ‘‘bollette pazze’’ sulla differenziata. «Quello che faremo – dicono i Siviero, titolari del Ristorante Fernanda – e che verseremo al Comune quello che avevamo pagato lo scorso anno. Se dovessimo pagare per intero la Tares dovremmo lavorare per loro». «Il Comune è stato obbligato ad entrare in regime Tares come prevede il Dl 201 del 2011 – si difende il delegato al bilancio Emanuele Minghella – dove l’incremento medio del tributo è stato pari al 25% poiché si è passato da un ruolo di tre milioni e 800mila euro della Tarsu ai 5 milioni e 100mila euro della Tares. E’ normale, vista la diversa distribuzione del tributo nella ricerca di equità con diversificazione di costo rispetto ai metri quadri e il numero dei componenti del nucleo familiare, che vi sia stato chi ha avuto un aumento superiore al 25% e chi non ha subito invece incrementi. A differenza di molti Enti, ci siamo accollati la difficoltà finanziaria spalmando il tributo per ben cinque rate oltre, all’opportunità di rateizzare per ulteriori 6 mesi il tributo senza alcun tipo di maggiorazione. La famosa soluzione tanto pubblicizzata dal Pd e dal consigliere Bianchi era quella di appostare a bilancio un fantomatico introito dell’Imu sulla seconda casa o di non investire in progetti dediti allo sviluppo della città. Ad oggi abbiamo riscontrato che l’effettivo incasso dei tributi sarà largamente inferiore alle aspettative, ma abbiamo utilizzato le somme che avevamo indicato in bilancio per i progetti 2013». «Sfido il consigliere Bianchi  – conclude Minghella – a trovare idee di sviluppo, a promuovere opportunità di risparmio ma non di continuare a galoppare un’onda populista e demagogica per la quale siamo stati obbligati e che in maniera grottesca il Governo ha cercato di rimediare senza specificare che allo stesso tempo ci ha obbligato a versare nel fondo di solidarietà ben due milioni e 700mila euro che naturalmente ha già incassato».

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