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Centrodestra in attesa dei ‘‘tavoli romani’’

Centrodestra in attesa dei ‘‘tavoli romani’’

La prossima settimana sarà importante per cominciare a delineare il quadro verso le elezioni. Mercoledì a San Lorenzo in Lucina Forza Italia esaminerà l’ipotesi di candidare l’imprenditore delle pulizie Andrea D’Angelo, oggi unico nome in pista oltre a Moscherini. Complessivamente si prevedono almeno quattro contendenti: il centrosinistra diviso con Tidei e Guerrini, i grillini ed il fronte moderato, in cui la situazione è ancora fluida e nonostante l'inerzia locale tace anche la "società civile"

CIVITAVECCHIA – Saranno almeno quattro i candidati a sindaco nelle prossime elezioni di primavera. Se non è escluso che il numero possa lievitare notevolmente, appare al contrario difficile che il quadro politico cittadino possa ricompattarsi attorno a 3 soli schieramenti (centrodestra, centronistra e movimenti). Al momento, la situazione più chiara (per le alleanze, che non faranno) è quella grillina: M5S ha regole ferree: niente apparentamenti e candidati ‘‘vergini’’. In questo senso, il dubbio maggiore riguardava Gianni Ghirga. Il medico, infatti, appare perfetto per l’identikit pentastellato, ma ha il neo di essersi candidato (sia pure con una sua lista civica e senza accordi con alcun partito) alle ultime elezioni, pur non essendo stato eletto e non avendo mai ricoperto alcun incarico. Ad ogni modo, ha accompagnato Marta Grande e Devid Porrello nel sopralluogo al San Paolo dell’altro giorno.
Il centrosinistra andrà diviso: martedì, infatti, il Pd, alla luce delle candidature che saranno state presentate, scioglierà il nodo delle primarie. Certo è che Tidei già ieri dichiarava di aver superato le 900 firme a sostegno della propria ricandidatura. Un numero che sarebbe comunque sufficiente a far pronunciare il partito per una nuova campagna elettorale con l’ex sindaco.
Del resto, con ogni probabilità, Tidei sarà anche l’unico candidato ancora in campo, visto che Mauro Guerrini stavolta, dopo anni di tentennamenti, ha dimostrato di avere il coraggio di rompere. uscendo dal partito ed aspirando ad assumere il ruolo di leader di un diverso centrosinistra, che ricomprenda Sel e le liste civiche ‘‘democrat’’ che non si riconoscono nel pd tideiano.
A questo punto, potrebbe rientrare la candidatura di Roberta Galletta, attorno alla quale si stava coagulando una parte dell’arcipelago ambientalista, che avrebbe molta più forza con un accordo di questo genere.
La situazione è invece ancora del tutto fluida nell’area moderata, dove in campo c’è solo Gianni Moscherini, che certo non sarà indotto ad alcun ripensamento dalla richiesta di rinvio a giudizio per la presunta macchina del fango del 2012. Un procedimento da cui sono usciti, perché prosciolti, i giornalisti Gianlorenzo, Tartaglini e Diaconale. Da un punto di vista logico, archiviata la posizione dei presunti esecutori della diffamazione, rimane in piedi una ipotesi accusatoria in apparenza almeno del tutto svincolata dalle premesse iniziali, che erano quelle di una organizzazione che avrebbe dovuto screditare Tidei in campagna elettorale.
L’unico motivo che potrebbe indurre Moscherini a fare un passo indietro sarebbe legato ad un ricompattamento del centrodestra in chiave anti-Tidei. Una ipotesi al momento da scartare, visto che finora la logica dei ‘‘tavoli romani’’ in Forza Italia sembra essere il principio guida nella scelta dei candidati sul territorio, in barba a qualsiasi regola di buon senso per cui pare difficile che il sindaco di una città possa essere scelto a tavolino da chi magari in quella città non ha mai neppure messo piede.
Si spiega in questo senso come l’unico nome al momento sul tavolo del coordinatore regionale azzurro Claudio Fazzone sia quello dell’imprenditore Andrea D’Angelo, molto meno noto in città rispetto al fratello Stefano, già consigliere comunale forzista con De Sio, poi direttore generale del comune, presidente dell’Ater e di nuovo all’aula Pucci per un periodo con Moscherini.
Andrea invece al Pincio ed in altri enti cittadini finora è conosciuto per motivi di lavoro, occupandosi degli appalti del settore delle pulizie per conto di una delle maggiori aziende operanti in ambito nazionale.
Il suo nome, benché poco popolare, ha trovato tuttavia sponsor di peso a Roma, con il supporto locale di Enrico Zappacosta, che potrebbe essere candidato al suo posto, nel caso in cui D’Angelo dovesse fare un passo indietro. Ma la decisione non sarà presa prima di mercoledì prossimo, quando a piazza San Lorenzo in Lucina è prevista una riunione in cui Forza Italia esaminerà anche la situazione di Civitavecchia. Dove invece i vari esponenti locali dell’area moderata sembrano non avere ancora né le idee chiare, né la forza per ‘‘imporre’’ a Roma una regola molto semplice: «il candidato sindaco di Civitavecchia si sceglie in città», come si legge sui social-network, e come – con toni molto più alti – è apparso anche su alcune centinaia di manifesti affissi nei giorni scorsi. E’ evidente come, peraltro in un momento storico di grande debolezza dei partiti, ciò che finora è mancato a Civitavecchia è stata l’iniziativa della cosiddetta società civile, che possa servire quantomeno a risvegliare gli animi di chi attende che qualcuno decida per lui a diversi chilometri di distanza.

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