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Servizi sociali irreperibili mettono in difficoltà la Polizia

Servizi sociali irreperibili mettono in difficoltà la Polizia

Domenica nessuno ha voluto prendere in carico due rom minorenni bloccati mentre tentavano di rubare in un’abitazione. Personale e mezzi del commissariato sottratti al controllo del territorio per accompagnare i nomadi a Roma

Una storia che ha dell’incredibile e che testimonia a pieno il livello di inefficienza raggiunto dagli uffici comunali. Questa volta i protagonisti della vicenda, sono i Servizi sociali, che dovrebbero rappresentare il ‘‘braccio caritatevole’’ del Pincio, ma che in realtà hanno assunto una connotazione tutta loro, difficilmente comprensibile da chi non conosce bene la realtà civitavecchiese. Alle 14 di domenica qualcuno segnalava al 113 la presenza di due giovani intenti a scavalcare il cancello di una villa in via Maroncelli. La volante della Polizia ha impiegato pochissimi minuti ad arrivare sul posto e i due sono stati bloccati in flagranza di reato mentre, con un cacciavite, tentavano di introdursi all’interno di un’abitazione. Portati in commissariato, dai relativi accertamenti è emerso che si trattava di due nomadi minorenni, di età inferiore a 14 anni e quindi non imputabili. Da qui l’obbligo di consegnarli in affidamento. Ma i genitori, residenti in un campo rom della capitale, impossibilitati a raggiungere Civitavecchia, non hanno fornito alcun contributo ai poliziotti, che intanto si sono rivolti ai Servizi sociali, con non poche difficoltà nel riuscire a raggiungere telefonicamente qualcuno. Alla fine, dopo ore di insistenza, gli agenti sono riusciti a contattare un dipendente, che con leggerezza avrebbe ammesso che per i Servizi sociali del Comune di Civitavecchia non è previsto il servizio di reperibilità. Così la Polizia di Stato ha dovuto impiegare una volante e tre agenti per accompagnare i due rom direttamente al campo nomadi romano, sottraendo così al territorio di Civitavecchia uomini e mezzi utili, che diversamente si sarebbero occupati del controllo del territorio. Una vicenda che dovrebbe far riflettere i vertici del Comune, a partire dal commissario Ferdinando Santoriello, la cui presenza in città è sempre più impercettibile. La sua scarsa propensione a rapportarsi con gli organi di informazione, è stata sempre tollerata, soprattutto perché all’inizio lasciava pensare a un impegno h24 o giù di lì, fatto di sforzi estenuanti per rimettere a posto le cose all’interno di un Comune malandato . Ma di fronte a risultati così scarsi su un terreno sì delicato come quello dei Servizi sociali ma allo stesso tempo praticabile senza grossi sforzi per una figura del suo calibro, davvero non ci sono giustificazioni.

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