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Piendibene: «Guerrini temeva di non arrivare alle 200 firme»

Questa sera il direttivo che ufficializzerà la candidatura a sindaco di Pietro Tidei

Questa sera il direttivo che ufficializzerà la candidatura a sindaco di Pietro Tidei

CIVITAVECCHIA – «Guerrini ha deciso di andarsene nel momento in cui si dovevano raccogliere le firme. Evidentemente aveva paura di non riuscire a raggiungere il quorum necessario». Marco Piendibene a Provincia Tv ha anticipato quella che poi è diventata la linea ufficiale del Pd, che questa sera ha riunito il direttivo per definire la questione della candidatura a sindaco, con l’unico nome di Pietro Tidei rimasto sul tappeto. “Guerrini – ha aggiunto Pienidbene – si è comportato come il bambino che porta via il pallone quando il gioco inizia a non piacergli”. Piendibene, che stamattina era ospite di Dentro la Notizia, programma di approfondimento mattutino di Provincia Tv, si è anche difeso dall’accusa di voler, insieme ad una parte del partito, evitare le primarie per la scelta del candidato sindaco: “E’ il provinciale che deve decidere sempre e comunque sulle primarie. Il direttivo di Civitavecchia da solo non può decidere nulla, può solo fare proposte. La mia idea è che Pietro Tidei sia la soluzione migliore. La città in questo momento non può permettersi candidati sindaco che in realtà non sanno neanche la differenza tra una delibera di consiglio e una di giunta”. Sulla possibile candidatura a Sindaco di Guerrini con la parte di sinistra capitanata da Sel, Piendibene rincara la dose: “Sarebbe incredibile se, passati all’opposizione, i consiglieri di Sel avessero un posto in meno, quello occupato dal candidato sindaco perdente Guerrini. Per non parlare del fatto che Guerrini si è sempre dichiarato la destra del partito. Insomma sarebbe il colmo”.

Tornando al comunicato del Pd, si evidenzia fra l’altro come “Il Segretario Provinciale del partito è peraltro un ‘‘renziano’’ e quindi, secondo il Pd, «non tacciabile di parteggiare per Tidei». Dietro il ripensamento di Guerrini dunque «una «mancanza di coraggio nell’affrontare realmente le primarie», con un Guerrini che «dà ascolto ad altre ‘‘sirene’’». Guerrini viene dipinto come un uomo rimasto solo che sceglie di schierarsi dove più hanno bisogno di un candidato: una scheggia impazzita che avrebbe solo contribuito a «produrre confusione, falsando l’immagine del Pd e delle sue reali decisioni».

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