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Tirrenica, le complanari inadeguate ai mezzi pesanti

TARQUINIA. Approvata in consiglio la mozione elaborata dal Comitato per il diritto alla Mobilità Illustrate con un contributo video le strade che la Sat obbligherà a percorrere quando verranno chiusi gli attuali accessi all’Aurelia. Nel documento elencate le responsabilità ritenute a carico del Comune

TARQUINIA. Approvata in consiglio la mozione elaborata dal Comitato per il diritto alla Mobilità Illustrate con un contributo video le strade che la Sat obbligherà a percorrere quando verranno chiusi gli attuali accessi all’Aurelia. Nel documento elencate le responsabilità ritenute a carico del Comune

TARQUINIA – Il consiglio della Farnesiana ha approva all’unanimità il documento presentato dal Comitato per il diritto alla Mobilità sull’adeguamento della viabilità alternativa all’autostrada Tirrenica per il Lotto 6A Civitavecchia-Tarquinia. «Visto che la casa comunale è stata finora negata – spiegano dal Comitato – la comunità si è riunita numerosa per discutere questioni ignorate per troppo tempo e per difendere il proprio territorio, le proprie famiglie, le proprie aziende».  L’assemblea si è svolta in maniera partecipata e la discussione è stata aperta agli interventi dei presenti, con un contributo video realizzato sulle strade che la Sat obbligherà a percorre quando verranno chiusi gli attuali accessi all’Aurelia nelle zone limitrofe al fiume Mignone. «Strade – rimarcano dal Comitato – evidentemente inadeguate a raccogliere tutto il traffico locale, composto anche da mezzi agricoli e pesanti e che per questa ragione diventeranno insicure». Si parla appena di quattro metri di carreggiata per le complanari, assolutamente pochi per consentire ai mezzi pesanti di percorrerle. Il documento presentato all’assemblea è una vera e propria mozione con le dovute premesse, i motivi del mancato rispetto al diritto alla mobilità, le responsabilità ritenute in capo al Comune di Tarquinia, nel momento cruciale della Conferenza dei servizi del 27 luglio 2010, «dove – hanno detto – non si è ritenuto importante inserire tra le opere da realizzare le infrastrutture necessarie per la viabilità locale, quali un ponte sul fiume Mignone sostitutivo a quello che sarà ad uso esclusivo dell’autostrada, e le relative complanari, necessarie alla perfetta ricucitura del sistema viario alternativo». “Infatti – hanno sottolineato dal Comitato – nella delibera di giunta del Comune di Tarquinia n. 284 del 23 08 2010, nell’elenco delle esigenze-necessità si è chiesto solamente ‘‘di iniziare i lavori sulla viabilità esterna al tracciato autostradale contestualmente alla realizzazione della nuova infrastruttura…’’; senza invece, com’era doveroso, puntualizzare zona per zona le criticità del progetto». La mozione approvata mette al centro l’operato della Sat che non prevede la realizzazione di idonee strade parallele all’asse autostradale e altro non fa che collegare tra loro la viabilità esistente, costituita per lo più da strade interpoderali (con un’ampiezza totale di 4 metri), comunali e provinciali, per le quali sembrano previsti solo piccoli interventi di adeguamento, che non basteranno ad assorbire tutto il traffico locale, dei mezzi pesanti e dei mezzi agricoli e a garantire un adeguato standard di sicurezza. L’obiettivo della Sat è dichiarato dalla Sat stessa: ‘‘minimizzare il traffico ceduto alla viabilità ordinaria per effetto dell’introduzione del pedaggio’’ e catturare il maggior numero di accessi possibili nell’opera a pagamento, limitando il diritto alla libera circolazione”. «Coloro che risiedono o lavorano nelle zone in prossimità del fiume Mignone (Farnesiana, Montericcio, Pantano, ecc) senza la realizzazione di un secondo ponte (l’unico esistente sarà ad esclusivo servizio dell’autostrada), saranno tagliati fuori, costretti in alcuni casi a percorre 15 KM in più (24 minuti circa e 2 euro di carburante) per andare e venire dal Comune di Tarquinia. Molti avranno difficoltà ad essere raggiunti anche da quei servizi indispensabili, quali il servizio pubblico, lo scuolabus, l’ambulanza, i vigili del fuoco». «Purtroppo nel lotto 6A il ponte sul fiume Mignone e le relative complanari non erano state previste – ricordano i cittadini – e solo oggi, ed in via non ufficiale, la Sat, ha fatto proprie le osservazioni-proposte dei comitati cittadini relative alle infrastrutture mancanti.  Nel tentativo di porre rimedio alle deliberate carenze di progettazione ha proposto finalmente una viabilità integrativa al lotto 6A, ma finanziata con il lotto 6B che verrà quindi realizzata solamente con il tratto successivo (Tarquinia-Pescia Romana)». Il documento impegna tutte le istituzioni a pretendere da Sat: La pubblicazione immediata del crono programma dei lavori, con maggior riguardo per le zone del tracciato in prossimità del Fiume Mignone, (Farnesiana, Montericcio, Pantano, Pian degli Organi, Pian Boaro). La realizzazione di idonee strade complanari, adeguate al transito dei mezzi agricoli. La sezione adatta è la Tipo F2, dove le corsie larghe mt 3.25 e le banchine di mt 1.00 permettono il passaggio in sicurezza di veicoli di ogni categoria in entrambi i sensi di marcia con limite di velocità a 50 km /h. La realizzazione di un ponte sul Fiume Mignone sostitutivo e delle relative complanari prima del completamento dei lavori del lotto 6A e comunque prima della chiusura di tutti gli accessi in prossimità dell’attuale ponte (strada vicinale del Melledra, in località Farnesiana; località Pian Boaro, località Pantano ecc). Di sostenere le iniziative del Comitato per il diritto alla Mobilità finalizzate all’ottenimento di tutte le richieste della mozione.

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