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Privilege, lavoratori sul piede di guerra

Privilege, lavoratori sul piede di guerra

Questo mattina il blocco del cantiere: la protesta a causa del mancato pagamento degli stipendi di novembre e dicembre. L’allarme è rientrato dopo l’intervento dell’Autorità portuale. Fiduciosa la Fiom-Cgil  

Doveva essere il giorno della ripartenza del cantiere, dopo gli accordi presi con cinque istituti di credito, invece per la Privilege Yard si è trasformato in un’occasione di accesa protesta dei lavoratori delle ditte impegnate all’interno dell’area per la costruzione del mega-yacht. Il motivo, ancora una volta, è legato al mancato pagamento degli stipendi arretrati. Dopo le proteste del 17 settembre e dell’11 ottobre, relative alla mancata corresponsione delle mensilità di luglio e agosto, la situazione non è cambiata. Tanto che i lavoratori da quindici giorni protestano animatamente per richiamare l’attenzione della Spa. Oggi l’epilogo, con il blocco dell’accesso al cantiere. Le maestranze, che ora attendono il pagamento degli stipendi di novembre e dicembre, hanno impedito l’ingresso anche agli impiegati e ai contabili. Nella tarda mattinata di oggi si è tenuto un incontro tra un rappresentante dei lavoratori, la Fi9om-Cgil, la Privilege Yard e l’Autorità portuale. Proprio quest’ultima si è impegnata a vigilare attentamente sulla vicenda, tranquillizzando in questo modo sia gli operatori che le parti sociali. La Privilege dal canto suo, dopo aver già versato mille euro, si è impegnata entro breve tempo a corrispondere altri mille in attesa di un imminente saldo. Sulla situazione vissuta al cantiere per la costruzione del mega-yacht si è espressa Elsa Bertero della Fiom-Cgil: «Credo che i lavoratori abbiano dimostrato, con enormi sacrifici, il loro senso di responsabilità. A questo punto ognuno faccia la sua parte». Il blocco al cantiere è stato rimosso, anche per consentire ad impiegati e contabili di rimettere in moto la macchina che, come promesso dalla Privilege Yard, nel giro di una settimana dovrebbe riprendere la sua marcia e immettersi nuovamente sulla strada giusta. Cominciando proprio dal pagamento degli stipendi ai lavoratori delle imprese.

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