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Rifiuti romani a Monterazzano, Equitani fa chiarezza sulle dichiarazioni di Michelini

VITERBO – “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, o come in questo caso di chi non vuol capire. Non contento di aver tirato in ballo a sproposito la Provincia di Viterbo con la scusa di presunti ritardi nell’attività di controllo presso la discarica di Monterazzano, oggi il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini ne ha tirata fuori un’altra. Stando ai resoconti giornalistici, è infatti arrivato a sostenere in Consiglio comunale che la Provincia non avrebbe mai inviato atti alla Regione Lazio relativamente al conferimento presso la discarica, di parte dei rifiuti romani trattati nell’impianto di Casale Bussi”. Il vicepresidente della Provincia con delega all’Ambiente Paolo Equitani replica così alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Michelini nella seduta odierna dell’assise di Palazzo dei Priori. “Sostenere che la Provincia non abbia trasmesso atti alla Regione Lazio è falso – replica Equitani – e fuorviante ai fini della realtà dei fatti. La Regione Lazio, per l’esattezza la Direzione Regionale Territorio, Mobilità e Rifiuti, ha ricevuto per conoscenza la nota da noi inviata al commissario straordinario per l’emergenza rifiuti di Roma Goffredo Sottile, datata 21 novembre 2013 con la quale si diffidava il commissario dal proseguire il conferimento dei rifiuti romani presso la discarica di Monterazzano. Nella lettera in questione si faceva esplicito riferimento agli accertamenti effettuati presso il sito dal personale della Provincia, che avevano evidenziato, senza ombra di dubbio, come parte dei rifiuti provenienti dall’hinterland romano fossero stati smaltiti nella discarica, contrariamente a quanto comunicato dallo stesso Sottile al momento dell’emanazione del decreto commissariale. I rifiuti romani infatti, ci era stato assicurato nel mese di gennaio 2013, sarebbero stati soltanto trattati a Viterbo presso l’impianto meccanico e biologico di Casale Bussi per poi ritornare nella Capitale. Su nostra esplicita raccomandazione,  il commissario aveva escluso qualsiasi utilizzo della discarica di Viterbo per il successivo smaltimento. Nella diffida – aggiunge ancora Equitani – veniva inoltre specificato come la Provincia fosse stata tenuta completamente all’oscuro di questo improvviso cambio di programma. Oggi scopriamo che, diversamente dalla nostra Amministrazione, altri soggetti istituzionali del territorio avevano invece ricevuto comunicazione, telefonica e scritta, in merito all’intenzione di abbancare, cioè smaltire, quei rifiuti a Monterazzano”. Equitani poi aggiunge: “Sostenere che in Regione non esisterebbe comunicazioni della Provincia di Viterbo è assurdo – prosegue  – semmai è vero l’esatto contrario. Dalla Regione dovrebbero spiegarci come mai le lettere da noi inviate restano puntualmente inevase. Vogliamo parlare delle reiterate richieste di chiarimento per ciò che riguarda il calcolo della tariffa che i Comuni devono versare ad Ecologia Viterbo per conferire i rifiuti negli impianti viterbesi? O delle altrettante reiterate richieste di confronto che abbiamo più volte inoltrato alla Regione chiedendo di essere invitati alle riunioni con Ecologia Viterbo in cui si prendono decisioni destinate ad incidere sul nostro territorio? La verità è che fino ad oggi la Provincia di Viterbo è stata l’unica istituzione locale che ha alzato la voce contro la gestione dei rifiuti nella Tuscia, scontrandosi il più delle volte contro l’arroganza e la supponenza di chi ha sempre ritenuto di poter imporre la propria volontà a tutti. Non ci stiamo inventando nulla di nuovo, basta leggere le carte dell’inchiesta in atto sulla discarica di Malagrotta e sul sistema dei rifiuti nel Lazio per capire come certe persone erano abituate ad agire. Ha ragione il sindaco Michelini ad affermare che serve maggiore sinergia e collaborazione fra le istituzioni. Cominci a dare lui per primo il buon esempio – conclude Equitani – mettendo fine ad una farsa che ogni giorno di più, alla luce di dichiarazioni sempre più improvvide e destinate ad essere smentite dai fatti e dalle carte, rischia di sfociare nel ridicolo”.
 

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