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Ripartizione collegi: Civitavecchia penalizzata

Ripartizione collegi: Civitavecchia penalizzata

La nuova geografia elettorale: alla Camera il 25 verrebbe accorpato con il 26 (Monterotondo) e il 27 (Guidonia). L'assurdità di Italicum che taglia fuori il litorale nord. Per il Senato si pensa ad un’unificazione con il 22 (Roma-Tomba di Nerone). Necessario che i rappresentanti istituzionali del territorio si attivino per mettere insieme realtà uniformi per vocazione economica e sociale

CIVITAVECCHIA – Una nuova geografia elettorale che riserva non poche sorprese e sta generando diverse polemiche. La Presidente dell’Umbria Catuscia Marina l’ha definita «una follia opera di burocrati», in Piemonte monta una rivolta a causa di una ripartizione definita «schizofrenica» da diversi sindaci. Per quello che riguarda il nostro territorio l’accorpamento dei Collegi Uninominali alla Camera previsti dalla legge del 1993 risulta particolarmente bizzarro e difficilmente se venisse confermato risponderebbe ai criteri di uniformità e rappresentanza territoriale che in molti invocavano nella riforma. Il collegio plurinominale della Camera di Civitavecchia, n. 25, viene infatti accorpato con quello di Monterotondo, n. 26 e quello di Guidonia, n. 27, che spinge quasi fino ai confini con l’Abruzzo. Addirittura al Senato, oltre al naturale apporto di Tarquinia, si aggiunge il collegio n. 22 Roma-Tomba di Nerone. Guardando la mappa si capisce quanto sia insensata questa nuova ripartizione. Verrebbe invece naturale a qualsiasi persona di buon senso pensare all’unione del collegio n. 25 di Civitavecchia con il n. 17 di Fiumicino e il n. 16 del Lido di Ostia, mentre al Senato si potrebbe aggiungere il n. 32 di Pomezia.  Così facendo si uniformerebbero territori che già fanno parte di un sistema economico, geografico e sociale che potremmo definire del «Litorale Nord», unito oltre che da una comune vocazione per l’economia del mare (diversi i comuni che fanno parte del network dei «porti di Roma e del Lazio»), anche dal punto di vista logistico e degli scambi commerciali. Una divisione già sperimentata con successo anche dal Partito Democratico in occasione delle elezioni primarie. I nostri attuali rappresentanti istituzionali farebbero bene a mobilitarsi per arrivare a una soluzione che permetterebbe in futuro di eleggere deputati che facciano riferimento a un territorio omogeneo sotto molteplici aspetti e quindi di rappresentarne in modo efficace le istanze di sviluppo.

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