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"Il futuro di Civitavecchia dipende dall'impegno di tutti"

CIVITAVECCHIA – «Dobbiamo dare una svolta e fermare il degrado sociale, morale e culturale che sta distruggendo Civitavecchia e di cui la crisi economica è solo un aspetto». Lo dichiara la nascente associazione politico culturale “La Svolta’’, convinta che la città possa e debba «scegliere di ridarsi a un percorso di sviluppo» evitando di diventare «un dormitorio di Roma e di perdere la propria identità». «Dobbiamo dare una svolta – dichiarano dall’associazione –  per farlo è necessario ritrovare passione ed amore per la nostra Civitavecchia e condividere idee e progetti da tradurre in azione politica, amministrativa e libera iniziativa. Rimettiamo al centro la persona ed il lavoro – si legge nella nota –  coniugando i meriti ed i valori con la solidarietà ed il senso di comunità». La Svolta è convita che «per ridare speranza nel domani ai tanti giovani in cerca di occupazione e a quanti sono stati espulsi dai processi produttivi, è necessario, anche a Civitavecchia, affrontare con coraggio e determinazione quelli che sono pure i principali problemi del Paese: rendere più efficiente la spesa del Comune – si legge ancora – offrire servizi con standard e costi adeguati, ridurre il peso su chi produce, abbattere il debito del Pincio e delle società partecipate, premiare il merito tra i dipendenti pubblici, formarli e motivarli, ridare prospettive e fiducia agli esclusi attraverso una reale sinergia con le altre istituzioni locali e la capacità di attrarre investimenti e risorse su progetti credibili». L’associazione politica è convinta di dover dare una svolta: «Bisogna unire anziché dividere, partendo da quanti hanno saputo affermarsi, portando in alto il nome di Civitavecchia, ciascuno nel proprio lavoro e nel proprio settore: impresa, professioni, scuola, ricerca, associazionismo, sport». Per questi motivi La Svolta auspica che un’ampia parte della cittadinanza si trasformi da “maggioranza silenziosa”, che ha subìto per anni personalismi e scelte dettate più da interessi particolari che generali, in “maggioranza di governo” dei processi di risanamento e rilancio della città.

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