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"Scongiurare il passaggio ad Ato2"

Bisogna scongiurare con ogni mezzo a disposizione il passaggio ad Acea Ato2. E così ieri pomeriggio alla Pucci, il forum Ambientalista, guidato da Simona Ricotti ha convocato un’assemblea per informare la città di cosa sta accadendo in Regione e quali azioni saranno intraprese per impedire la privatizzazione del servizio idrico. “Abbiamo presentato una proposta di legge di iniziativa referendaria – ha spiegato Simona Savini del coordinamento regionale acqua pubblica Lazio – per la ripubblicizzazione del servizio idrico”. Peccato però che, dopo l’approvazione unanime della moratoria in consiglio regionale che impegnava Zingaretti a emanare una legge che andava in quella direzione, non si è fatto nulla. Anzi tutto l’opposto. L’assessore regionale Fabio Refrigeri avrebbe infatti presentato delle linee guida tra cui figura la realizzazione di un unico ambito territoriale ottimale che, stando alle considerazioni del forum ambientalista, dei consiglieri regionali Gino De Paolis e Devid Porrello, del professore Alberto Lucarelli (ordinario di Diritto costituzionale a Napoli) e del sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta (a testimonianza che è possibile mantenere il servizio idrico pubblico senza subire delle perdite in bilancio) andrebbe a “consegnare le reti idriche proprio ai privati”. Nel caso della Regione Lazio ad Acea Ato2. Ed è proprio per questo motivo che Simona Ricotti da una parte, Simona Savini dall’altra e Alberto Lucarelli, hanno chiesto ai due consiglieri regionali di spingere per l’approvazione, in consiglio, di una “legge che imponga al presidente di Zingaretti di accelerare i tempi per l’approvazione della proposta di legge popolare”. C’è tempo fino al 25 marzo. Una volta scaduti i termini si dovrebbe procedere all’indizione del referendum popolare. Insomma i cittadini dell’intera Regione, sarebbero nuovamente chiamati ad esprimere la loro opinione. Dovranno, cioè, approvare loro stessi (o meno) la legge popolare. Una possibilità che dichiarerebbe allo stesso tempo la “morte” del governo regionale. “Verrebbero a cadere – ha infatti spiegato Simona Savini – i punti della campagna elettorale di Zingaretti in cui si faceva ampio riferimento alla partecipazione e condivisione”. Ma non solo. Qualora la Regione Lazio non indica il Referendum popolare, alla scadenza del 25 marzo, “si aprirebbero i termini – ha spiegato Lucarelli – per lo scioglimento del consiglio regionale”. Dal canto loro i due consiglieri regionali si sono impegnati a mettere in atto tutte le azioni possibili affinché la gestione del servizio idrico resti pubblica.  

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