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Un giornale redatto tra le mura del carcere per "Voltare pagina"

CIVITAVECHIA – Una volta scontata la loro pena i detenuti della casa di reclusione di via Tarquinia vorrebbero iniziare una nuova vita. Voltare pagina. Una speranza, la loro, che ha ispirato il nome del giornale redatto tra le mura della casa di reclusione e presentato questa mattina nella sala teatro della struttura intitolata a Giuseppe Passerini. Ventitré pagine per poter raccontare le loro esperienze, scrivere poesie, illustrare ricette culinarie tipiche, non solo di Civitavecchia, ma delle loro città natali. Come ad esempio Napoli e la sua pastiera o le empanadas. E tra queste pagine avranno la possibilità anche di inserire delle foto illustrative dei loro articoli. Articoli in cui i detenuti parlano del sovraffollamento delle carceri, della diversità, del razzismo. Le stesse pagine in cui provano a portare a compimento una riflessione: come abbattere il muro della discriminazione che quotidianamente, in un modo o nell’altro affligge l’uomo: «Liberando la nostra mente da proiezioni distorte – si legge in un articolo del giornale – si vedrebbe realmente la straordinaria esistenza di ogni essere vivente». Per la direttrice del complesso Patrizia Bravetti si tratta di un’iniziativa “importante” che ha come obiettivo principale “la risocializzazione del detenuto”.

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