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"Dal porto lavoro e sostegno all'economia cittadina"

"Dal porto lavoro e sostegno all'economia cittadina"

Il presidente dell'Authority rompe il silenzio e, snocciolando i dati, si difende dalle accuse che giudica "vergognose"

CIVITAVECCHIA – «Quando si parla di Civitavecchia a livello internazionale si parla del suo porto». È per questo che il presidente dell’Authority Pasqualino Monti, giudica puramente strumentali, frutto di una macchina del fango, le dichiarazioni e le critiche che sono piovute addosso all’ente in queste ultime settimane. E non esclude di ricorrere al tribunale, per tutelare la propria immagine. «Perché accetto le critiche, se costruttive – ha spiegato – ma occorre confrontarci in un contraddittorio, carte e numeri alla mano». E di numeri, Monti, ne ha snocciolati molti per dimostrare il buon operato del porto in questi anni: «un porto che – ha aggiunto – proprio promuovendo i suoi traffici, compito primario dell’Authority, è cresciuto in maniera ‘‘anomala’’ rispetto alla media nazionale». Nel 2009, ad esempio, le entrate correnti ammontavano a 38 milioni e 298 mila euro, diventati oltre 70 milioni nel 2012. Le uscite correnti erano di 32 milioni nel 2008 e soltanto di 35 milioni nel 2012. «Gli oltre 34 milioni di ricavi in pochi anni – ha sottolineato il presidente di Molo Vespucci – sono stati trasferiti in parte capitale per spese di investimento per dotare il porto di infrastrutture che ci richiede il mercato e che sono d’attrazione allo stesso mercato. Questa è stata e continua ad essere la nostra sfida». La parola d’ordine, in questo senso, per Monti è ‘‘promozione’’: fondamentale soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, con una concorrenza agguerrita. «La promozione e la capacità di costruire infrastrutture – ha precisato – ci consentono di essere credibili sul mercato. Ed i risultati si vedono. Nel 2010, ad esempio, l’Autorità Portuale ha versato nelle casse dello Stato 800 milioni di euro, passando ad un miliardo 98 milioni nel 2013, tra accise ed Iva». E sulle spese di consumo ha ricordato l’obbligo di versare allo Stato i risparmi: 72 mila euro nel 2009 e 847.808 nel 2013. «I risultati economici dell’ente – ha poi proseguito Monti – sono la fotografia dell’operato dell’Autorità Portuale. E non possiamo non essere soddisfatti». Ancora di dati si parla,  facendo riferimento all’utile di esercizio: 525 mila euro nel 2008, 468 mila euro nel 2009, 1.300.000 nel 2010, 9.328.000 nel 2011 arrivati a quasi 15 milioni e mezzo di euro nel 2012. E, in controtendenza rispetto alla situazione attuale, nel 2012 il porto di Civitavecchia è risultato la più grande stazione appaltante del Paese, con un aumento del 4% dell’occupazione diretta nel 2013. «Altro che 22 milioni di commesse ed affidamenti diretti – ha sottolineato il presidente – tra Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta si scende a 7 milioni e mezzo. Nel solo porto di Civitavecchia hanno lavorato 220 imprese, l’80% delle quali di Civitavecchia. Questi sono dati importanti sui quali riflettere». Inoltre il presidente Monti farà da garante per tentare di risolvere la vertenza della Privilege Yard, l’Authority si è impegnata nella crisi del Cta e si sta cercando di trovare una soluzione anche per le ex addette al primo soccorso a Tvn, con i sindacati che hanno chiesto l’intervento di Molo Vespucci anche per i borsisti in sit in permanente fuori il Pincio sul cui futuro lavorativo, al momento, c’è incertezza. «Ho letto e sentito di tutto in questo periodo – ha aggiunto – ma trovo vergognoso ed indegno utilizzare la disperazione delle persone, oggi in difficoltà lavorativa, per denigrare qualcuno. Il nostro obiettivo è quello di creare le basi per una nuova occupazione». In questo senso rientra, ad esempio, l’accordo con una società della Nuova Zelanda che porterà a Civitavecchia semplice segatura per trasformarla, utilizzando un capannone in zona industriale, in pellet, molto richiesto sul mercato. Oppure la realizzazione del terminal container «perché il nostro porto – ha aggiunto il presidente – non vale certo 54 mila teus. Ma occorre l’infrastruttura adeguata».
Monti ha poi ribattuto ad alcune accuse. I costi, ad esempio, per ‘‘La 2 giorni del Mediterraneo’’? «Una manifestazione – ha spiegato Monti – per promuovere a livello internazionale il porto, finanziata totalmente da sponsor privati». E i 15 mila euro di acqua? «La prossima volta coinvolgo qualcun’altro, invece di mettere l’ente a disposizione di chi ha bisogno – ha chiarito Monti – quell’acqua è servita per le due emergenza di tunisini bloccati in porto, in un caso per ben cinque giorni, e assistiti grazie alla preziosa collaborazione della Protezione Civile, e per mille bambini che, in occasione della ‘‘Nave della legalità’’, sono stati costretti ad una partenza ritardata per avverse condizioni meteo». E i 2700 euro di cravatte? «La cravatta con il logo dell’Authority – ha spiegato – ha sostituito i crest che solitamente si scambiano nel corso di manifestazioni ed incontri e per i quali l’ente, in passato, spendeva fin troppo. Ce le siamo fatte sponsorizzare e anche questo è promozione del porto». Per non parlare dell’Oceanario «e la vecchia amministrazione lo sa bene. La procedura – ha aggiunto – è bloccata in attesa del pronunciamento del Tar su un ricorso presentato dal liquidatore della Porto del Traiano spa».  
Insomma, a detta del numero uno di Molo Vespucci, si tratta di critiche vergognose e dati che non corrispondono a verità. «Perché trasparenza – ha aggiunto – vuol dire verità e noi, come Autorità Portuale, oltre a rispettare le disposizione di legge che imponevano di pubblicare determinati dati sul sito internet, abbiamo fatto di più, elencandone anche altri e in modo più dettagliato anche rispetto ad altri porti». E mentre si restaurano i tre siti archeologici alla Frasca, forti di 2.538.000 crocieristi e con la speranza, nel 2015, di superare i 2 milioni e 600 mila del 2011, nel porto sono in corso investimenti per oltre 220 milioni di euro. Perché l’obiettivo è crescere. «Si parla tanto si sinergia – ha concluso Monti – l’ho sempre fatta e continuerò a metterla in campo con chiunque arriverà a Palazzo del Pincio, ma solo se va nella direzione dell’interesse generale». 

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