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Cassa integrazione a zero ore per 40 dipendenti

HCS. La proposta è arrivata nel corso della riunione di ieri alla presenza dei liquidatori. Una volta che i lavoratori andranno in pensione quelli interessati dagli ammortizzatori sociali saranno, laddove possibile, reintegrati

HCS. La proposta è arrivata nel corso della riunione di ieri alla presenza dei liquidatori. Una volta che i lavoratori andranno in pensione quelli interessati dagli ammortizzatori sociali saranno, laddove possibile, reintegrati

CIVITAVECCHIA – Saranno circa 40 i dipendenti di Hcs e sot per i quali sarà richiesta la cassa integrazione in deroga a zero ore. Poi, con il tempo, quando i lavoratori inizieranno ad andare in pensione, i cassintegrati, laddove possibile, saranno reintegrati. È questa una delle soluzioni trovate al momento dal Pincio e da Hcs per salvare la holding e tutti i posti di lavoro, dopo la notizia che non si sarebbe potuti procedere con la solidarietà interna a causa dell’assenza di fondi regionali per quell’ammortizzatore sociale.
Dal canto suo l’Ugl, durante il tavolo tecnico che si è svolto venerdì pomeriggio al Pincio al quale era assente il commissario straordinario Ferdinando Santoriello, ha avanzato, proprio come richiesto dal liquidatore, una proposta per tutelare tutti i lavoratori. Quella cioè di trasferire tutti i dipendenti delle partecipate (soprattutto di Città Pulita e Argo) all’interno di Hcs, così da legarli direttamente al servizio. La manovra suggerita dall’Ugl, rappresentato a livello territoriale da Fabiana Attig, si rende necessaria visto l’imminente scioglimento di Città Pulita e Argo, fissato proprio per il 31 di questo mese.
Il trasferimento dei dipendenti all’interno della holding sarebbe, secondo l’Ugl il primo step di un piano di riassetto “della governance dei servizi pubblici locali e di un piano industriale che preveda l’acquisizione di nuovi servizi a sostegno e tutela dell’attuale livello occupazionale”. E sempre l’Ugl, ha fatto suo anche il piano presentato già durante il primo tavolo tecnico dai liquidatori e dal commissario: l’eliminazione di tutti i benefit, per un periodo di 24 mesi, dei superminimi e di “tutte quelle situazioni risultanti anomale rispetto i normali tabellari stipendiali”. Tutto, eccezion fatta per «i dipendenti che già percepiscono – ha spiegato l’Ugl – stipendi calmierati e quindi in fascia protetta». A questo, poi, andranno aggiunti i 33 prepensionamenti già proposti dai liquidatori e che, secondo quanto spiegato da Attig non sarebbero a rischio attivazione, come invece la solidarietà interna. «Mentre quest’ultima – ha detto Attig – necessita dei fondi regionali, per i prepensionamenti deve muoversi l’Inps».
Una proposta, quella dell’organizzazione sindacale, aperta a qualsiasi modifica migliorativa da parte delle altre organizzazioni sindacali, che non dovrebbe trovare alcun ostacolo per la sua attuazione.  Ma prima di conoscere il verdetto definitivo, l’ultima parola spetterà al commissario Santoriello a cui sarà somministrato il documento “partorito” dall’Ugl.
Nessuna novità è invece arrivata dalla Regione Lazio. Nonostante le promesse fatte dall’assessore regionale al Lavoro Lucia Valente in una gremita aula Pucci, durante la Piattaforma del lavoro e dello sviluppo organizzato dai sindacati, la convocazione del tavolo tecnico ancora non è arrivata.
E in attesa di capire se mai sarà convocato, il Pincio e i sindacati andranno avanti per la loro strada.
Tornare al tavolo tecnico regionale infatti, come spiegato dalla stessa Attig, comporterebbe ricominciare da capo tutta la trattativa. Un lusso che l’amministrazione comunale, i liquidatori, il commissario, le organizzazioni sindacali e soprattutto i dipendenti, non possono certo permettersi. “I tempi stringono e le scadenze pian piano si stanno avvicinando” ha infatti sottolineato la sindacalista.

Mariassunta Cozzolino

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