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«Una rottura nel vincolo democratico dell’azione unitaria»

SANTA MARINELLA. Il segretario del Pd, Aldo Carletti, commenta lo strappo interno all’ormai ex Coalizione. Alla base dello sfaldamento aspetti personali e di leadership. «Adesso via ad una politica di rilancio»

SANTA MARINELLA. Il segretario del Pd, Aldo Carletti, commenta lo strappo interno all’ormai ex Coalizione. Alla base dello sfaldamento aspetti personali e di leadership. «Adesso via ad una politica di rilancio»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Lo strappo che si è consumato in consiglio comunale tre settimane fa, quando l’esponente di Progetto Centro Massimiliano Fronti ha palesemente sanzionato la fine della Coalizione, il raggruppamento di centro sinistra che lo aveva sostenuto alle amministrative del giugno del 2013, ha visto spettatore il consigliere del Pd Andrea Bianchi che non ha voluto esprimere giudizi sul discorso fatto da Fronti quando ha detto a chiare lettere che non ci sarà più una veduta comune sulle attività da intraprendere con la leader della lista civica Un’Altra Città è possibile Paola Rocchi. «La rottura avvenuta tra Progetto Centro e un’Altra Città è Possibile – dice il segretario del Pd cittadino Aldo Carletti – mette fine ad un’esperienza politica che aveva generato tante speranze in una parte dell’elettorato. Il Pd, dopo attente e trasparenti verifiche della situazione che si è venuta a creare, costatando l’impossibilità di un costruttivo rilancio dell’azione politica delle forze che avevano elaborato un programma unitario, ritiene chiusa l’esperienza della Coalizione. Questo non vuol dire che su specifici temi, sia amministrativi che politici, le convergenze non possano essere ricercate, ma viene meno quel vincolo democratico dell’azione unitaria che è alla base dello stare insieme». Il segretario ci tiene a far sapere che non è nel costume del Partito Democratico andare alla ricerca delle responsabilità o delle cause che hanno portato a questa lacerazione, ma rimane il rammarico che alla base di questo sfaldamento ci siano più aspetti personali e di leadership e non visioni politiche inconciliabili. A questo punto si aprono prospettive di rilancio dell’azione del Pd il quale si dovrà concentrare sui tanti problemi che affliggono la città a cominciare dalla realizzazione di un progetto credibile e utile al territorio sul castello di Santa Severa. «Ma c’è anche l’oscura vicenda del Porto – continua Carletti – la vergognosa situazione viaria, il rilancio dell’economia e dell’occupazione, l’indefinita e opaca gestione della raccolta differenziata, tenendo un occhio vigile al sociale, problema sempre più presente in una città ormai impoverita anche della speranza». Su questi temi il Pd è pronto a dialogare e collaborare con tutte quelle forze che hanno a cuore il miglioramento della vita sociale dei cittadini, a lavorare per contrastare e proporre una visione diversa dell’attuale maggioranza con lo scopo di gettare le basi per una classe politica veramente alternativa». «Inoltre riteniamo rilevante il superamento dei movimenti che nascono anche per una debolezza della politica, mentre è necessario che essa si riappropri del proprio ruolo. I partiti sono forme di aggregazione strutturati e democraticamente scalabili – conclude il segretario del Pd – i movimenti nascono intorno al leader e hanno tutti i limiti temporali dello stesso. La nostra città merita molto di più, la sfida è di arrivare a un’alternanza attraverso una buona politica».

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