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Hcs, liquidatori pronti a dimettersi

Hcs, liquidatori pronti a dimettersi

Cgil, Cisl e Uil dicono no alla cassa integrazione a zero ore per 40 lavoratori, Iovino, Valentinis e Romano obbligati a mollare. La linea seguita al momento riguarda la fusione Hcs-Civitavecchia Infrastrutture

CIVITAVECCHIA – «Abbiamo condiviso, per le vie brevi, con il Commissario Prefettizio e il Liquidatore di HCS, la sospensione degli effetti delle procedure di mobilità per dichiarazione di esuberi nella Holding e nelle Società del gruppo». Era questo il contenuto della nota inviata da Cgil, Cisl e Uil in cui si annunciava l’apertura del tavolo tecnico in Regione. Parole subito smentite dal liquidatore di Hcs Mauro Iovino. La richiesta di cassa integrazione in deroga a zero ore non sarà sospesa. Anche perché, come affermato dallo stesso Iovino durante l’assemblea pubblica indetta dall’Ugl ieri pomeriggio alla Pucci, per salvare Hcs e sot si devono iniziare a muovere i primi passi. E tra questi passi c’è proprio la richiesta di attivazione della Cassa integrazione in deroga a zero ore per 40 dipendenti. Non si può tornare indietro. Se non dovesse essere raggiunto un accordo tra le parti, non è escluso che i liquidatori e gli amministratori della Holding e delle partecipate possano decidere di abbandonare la partita. Da indiscrezioni, infatti, sembra che proprio martedì dovrebbe essere stata convocata una riunione tra i tre liquidatori (Iovino, Valentinis per Città Pulita e Romano per Argo) e l’amministratore unico di Ippocrate (Landi) per valutare la possibilità di rassegnare le dimissioni ed uscire così una volta per tutte dalla scena. Una decisione la loro, qualora dovesse essere confermata, che potrebbe essere interpretata come un campanello d’allarme per le organizzazioni sindacali che fino ad oggi, come ricordato proprio durante l’assemblea pubblica indetta dall’Ugl, «non hanno portato al tavolo alcuna proposta concreta e fattibile».
Eccezion fatta, proprio come ricordato da Iovino, «per l’Ugl che oggi (venerdì pomeriggio, ndc) ha presentato un cronoprogramma da cui si può partire». Per il liquidatore infatti, la proposta avanzata dal sindacato, guidato a livello territoriale da Fabiana Attig, potrebbe essere messa in atto. A cominciare dalla fusione per incorporazione di Hcs con Civitavecchia Infrastrutture, dal trasferimento di tutti i lavoratori delle partecipate all’interno della holding, così da legarli al servizio (in vista dello scioglimento per il 31 marzo di Città Pulita e Argo), la cassa integrazione in deroga a zero ore per 40 dipendenti e il loro riassorbimento una volta andati in pensione tutti quei dipendenti che hanno i requisiti per farlo. E anche se la proposta ora sembra esserci, con le sue 150 firme circa, non è condivisa da tutte le sigle sindacali. La triplice infatti, si era già detta contraria e aveva rimandato ogni decisione al tavolo tecnico regionale. Per l’Ugl e per il liquidatore, probabilmente utile sì, ma da cui non si otterranno “miracoli”. Anzi, “la manna dal cielo”.
E, allora, anziché rischiare di veder affondare la nave con tutti i suoi passeggeri, avendo già in mano la soluzione, Iovino & co. potrebbero decidere di sventolare bandiera bianca, davanti alla mancanza di un accordo con organizzazioni sindacali confederali. Decisione che sicuramente andrà a peggiorare la situazione, già grave e drammatica, della holding, delle partecipate e dei suoi 400 dipendenti. Soprattutto, viste la scadenza imminente del il 31 marzo di cui si deve tenere conto.

Mariassunta Cozzolino

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