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Asl RmF, aperto un ambulatorio per la circoncisione rituale maschile

Asl RmF, aperto un ambulatorio per la circoncisione rituale maschile

CIVITAVECCHIA – Da un lato tutelare la salute degli utenti, dall’altro evitare che queste pratiche vengano svolte in ambulatori clandestini e da parte di persone senza la minima professionalità, garantendo un servizio a costi sicuramente popolari. Nasce da qui l’esigenza di aprire all’ospedale San Paolo di Civitavecchia un ambulatorio per la circoncisione rituale maschile, riservata ai maggiorenni di religione ebraica e musulmana. Un progetto che affonda le radici nella collaborazione, ormai decennale, tra Asl RmF e Amsi (associazione medici di origine straniera in Italia), con il contributo anche di Co-Mai, Uniti per Unire, azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini e Cooperativa Capodarco. Una Asl RmF che intende proseguire la strada dell’apertura culturale, già avviata con gli ambulatori multiculturali e proseguita, ultimamente, con la formazione a distanza per i medici di Gerusalemme o, ultima iniziativa, la prossima missione in Ecuador. L’ambulatorio è già attivo e, come spiegato dal direttore sanitario del San Paolo Antonio Carbone, gli interessati potranno rivolgersi direttamento agli sportelli del Cup per prenotare al visita. Il giorno indicato verrà regolarizzato il pagamento di 213 euro (visita chirurgica ed atto operatorio), richiesta, se necessario, di eventuali esami diagnostici, consegna del consenso informato tradotto in inglese ed arabo; poi verrà eseguita l’operazione al quinto piano del San Paolo, da parte di una equipe formata dal chirurgo Luca Belardinelli o Sergio Paladini De Mendoza, con il medico anestesista disponibile per eventuali emergenze e l’infermiere professionale Stefano Fanali. Due ore di controllo postoperatorio, dimissioni e ritorno dopo tre giorni per un nuovo controllo. «Questa ultima iniziativa – hanno spiegato soddisfatti il manager della RmF Giuseppe Quintavalle ed il presidente Amsi Foad Aodi – caldeggiata dai cittadini espressione di varie componenti etniche presenti sul nostro territorio, sancisce il diritto ad effettuare anche questo genere di prestazioni presso una struttura sanitaria pubblica, in piena sicurezza ed evitando tutte le possibili complicanze da interventi chirurgici effettuati in clandestinità senza misure igieniche e sanitarie adeguate. È stata accolta con grande entusiasmo dalle associazioni che rappresentano gli stranieri in Italia, perchè, oltre a garantire un costo nettamente minore di quelli praticati in clandestinità e condizioni igieniche ottimali, favorisce l’integrazioni delle popolazioni straniere e l’inclusione sociale».

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