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Rifiuti, il coordinamento Bracciano a Civita: "Il lavoro che state portando avanti non è nel nostro interesse"

BRACCIANO – Il Comitato “Bracciano Stop Discarica, Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio”, interviene dopo le parole dell’assessore provinciale Michele Civita sulla questione rifiuti. “Accettare in silenzio sversamenti e imposizioni dall’alto – dicono dal coordinamento – Riaprire la discarica di Cupinoro. Revocare gli usi civici. All’incontro organizzato dal PD a Viterbo, le affermazioni di Michele Civita hanno destato sconcerto e inquietudine”. In una lettera aperta i cittadini rispondono a tutto ciò:  “Caro assessore Civita – scrivono dal coordinamento – abbiamo assistito all’incontro cui ha partecipato, venerdì 7 marzo a Viterbo, dal titolo “Il ciclo dei rifiuti nel Lazio – un momento di verità sulla gestione della fase di emergenza e sulle prospettive del ciclo dei rifiuti nel Lazio”. Verità? Quello che abbiamo visto è stata una riunione di soci d’affari con un solo problema: dare risposte alla cittadinanza preoccupata per l’arrivo di una valanga di immondizia da tutto il Lazio e questo, naturalmente, per non essere travolti dal malcontento popolare. Per placare gli animi avete tranquillizzato la platea promettendo che Viterbo accoglierà i rifiuti di Cupinoro, Malagrotta e Inviolata, solo per tre mesi o poco più. Dopo dove andranno i rifiuti? Ecco quello che Lei ha definito l’obiettivo principale: riaprire la discarica di Cupinoro. Dopo essere stati esposti per oltre 20 anni ai veleni della discarica, i cittadini di Bracciano, Cerveteri e di tutto il territorio limitrofo, a suo avviso dovranno vivere a contatto con questa bomba ecologica chissà per quanto tempo. Prendiamo atto che per Lei la salute pubblica è solo una merce di scambio. Non solo. Vorreste dotare la discarica di “impianti innovativi” come la centrale a biogas o il TMB per la produzione di CDR (135.000 tonnellate l’anno per un bacino che ne produce solo 90.000 e in calo) che, secondo lei, “potrà essere modificato in futuro”. Un impianto che nascerebbe quindi già vecchio e inutile, e che temiamo essere funzionale a ben altri progetti, come quello di sfamare gli inceneritori attivi e allargare a dismisura il bacino di riferimento del sito”. “Intanto – proseguono dal coordinamento – continuate a rifilarci la solita retorica che vede il trattamento dei rifiuti come un rimedio miracoloso, che risolve tutti i problemi, ma non ci caschiamo. Sappiamo benissimo che bruciare un rifiuto trattato provoca ugualmente tumori. Avete espresso e ribadito l’intenzione di ricorrere al Consiglio dei Ministri presentando un ricorso volto a ribaltare l’esito del parere del Mibact. Siete riusciti a descrivere il parere ministeriale – un parere serio, competente, che ha determinato di fatto il blocco dell’espansione della discarica di Cupinoro – come un ostacolo da quattro soldi creato da un burocrate di basso livello, umiliando un’istituzione pubblica garante dei diritti dei cittadini. A proposito di diritti, avete affermato che gli usi civici dipendono dalle disposizioni della Regione. Il consigliere provinciale Riccardo Valentini ha dichiarato che “con la legge regionale è possibile revocare gli usi civici”, ignorando che il MIBACT si è appellato anche a vincoli di altro tipo, negati dalla vostra “verità” (non ultimi quelli derivanti dalla connotazione della zona di Cupinoro come ZPS) e calpestando un diritto storico della cittadinanza. Vi appellate alla legalità, ma volete cambiare le leggi per perseguire i vostri scopi, scopi che non rivelate. Ci ricorda qualcosa”. E ancora: “Avete spacciato il biogas come un toccasana per l’agricoltura – incalzano dal Comitato “Bracciano Stop Discarica, Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio” –  quando sapete benissimo che l’ambiente e il nostro patrimonio agricolo potranno essere irrimediabilmente compromessi dalla devastante proliferazione dei biodigestori. Vi abbiamo chiesto chiarimenti sui numeri spaventosi che circolano riguardo alle richieste e le autorizzazioni per le centrali a biogas nel Lazio – 180 a Roma, 120 a Viterbo, 80 a Latina. Non ci avete neanche risposto. Non ci saremmo mai aspettati tanta arroganza da parte di semplici amministratori pubblici, feroci nei confronti di rispettabili istituzioni di garanzia, pronti a passare sopra a vincoli oggettivi e ai diritti dei cittadini. Il lavoro che state portando avanti non è nel nostro interesse. Questo ormai è chiaro”. (a.r.)

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