Pubblicato il

Minacciavano gli inquilini in ritardo con l'affitto

Minacciavano gli inquilini in ritardo con l'affitto

TARQUINIA. Padre e due figli arrestati dai Carabinieri per aver buttato fuori casa una coppia. Per l’abitazione, realizzata abusivamente a S. Giorgio, i tre romani chiedevano ben 500 euro al mese

TARQUINIA – Avevano dato in affitto cinque appartamenti, realizzati tutti abusivamente in quella che è ormai da tempo definita una jungla dell’edilizia, la località di San Giorgio. Senza pietà, pretendevano il regolare pagamento dell’affitto da parte degli inquilini, per la bella cifra di 500 euro al mese per ciascun appartamento, non risparmiandosi neanche minacce ed intimidazioni nel caso di ritardi sui pagamenti da parte degli affittuari. Ma le loro azioni illecite si sono fermate nei giorni scorsi, quando i Carabinieri della stazione di Tarquinia gli hanno messo le manette ai polsi. Sabato mattina, infatti, il 61enne D.O., accompagnato dai suoi due figli, E.O. di 33 anni e F.O. di 29 anni, di Roma (quartiere Tor Bella Monica), hanno fatto irruzione nell’abitazione di una coppia di quarantenni di Tarquinia, loro inquilini. Approfittando dell’assenza della coppia, hanno scaraventato fuori casa oggetti personali e vestiario  poi hanno montato un nuovo lucchetto, impendendo così ai due di entrare in casa.  Tutto ciò, solo perché i due affittuari erano in ritardo con la mensilità, a causa di gravi problemi economici subentrati per la perdita del lavoro di lui. Peraltro i due avevano anche chiesto una proroga sulla scadenza. La coppia, già oggetto di minacce precedenti, stavolta ha però deciso di prendere in mano la situazione e di chiamare i carabinieri, che sono subito intervenuti sul posto. I tre dovranno ora rispondere di violazione di domicilio aggravata, violazione dei sigilli, violenza privata,  ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Martedì mattina c’è stata la convalida dell’arresto: il giudice del tribunale di Civitavecchia ha disposto per i tre il divieto di avvicinamento ai due inquilini e il divieto di dimora a Tarquinia. Per la verità, i Carabinieri già da tempo tenevano d’occhio i tre romani, autori in passato di episodi analoghi: in un caso avrebbero addirittura staccato la corrente e rotto il tubo dell’acqua che serve tutti e cinque gli appartamenti. Quanto invece ali abusi edilizi, i tre erano già stati più volte denunciati dai Carabinieri e dalla Polizia locale, con provvedimenti risalenti al 2005, 2008 e 2010. (a.r.)

ULTIME NEWS