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Al Buonarroti in scena la controstoria d'Italia

CIVITAVECCHIA – La controstoria d’Italia va in scena al Teatro Buonarroti. L’associazione culturale “La Kcaff”  torna sul palcoscenico con “L’altra Unità-Li chiamarono briganti” spettacolo liberamente ispirato a “Memorie di una Brigantessa” di Vincenzo Labanca e al lungometraggio di Pasquale Squitieri “Li chiamarono Briganti”. Ciò che Antonio Blasimelli, regista, si propone è riportare a galla una parte della nostra storia ampiamente trascurata e addirittura soggetta a censura fino alla totale rimozione. Se il film di Squitieri è stato censurato nel 1999, cioè a più di cento trent’anni dai fatti in questione, vuol dire che la discussione sul Brigantaggio è ancora un  argomento da affrontare. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.
La storia, ambientata nel 1885 ed ispirata ad eventi reali, è quella della nobile studentessa Giulia Siepelunga  (interpretata da Francesca Pierini) che, pur di ottenere il materiale per la sua tesi di laurea, un’inchiesta sul brigantaggio, si fa incarcerare. Per un fortunato caso, sua compagna di prigionia è la brigantessa Serafina Ciminelli (Valeria Musarella, attrice e scenografa) che come una moderna “Virgilio” accompagnerà la giovane Giulia nella sua presa di coscienza degli orrori e dei crimini che le Camice Rosse e i Piemontesi perpetrarono in nome dell’Unità. Gli altri interpreti: Giovanni Federici (Carmine Crocco); Gianmarco De Fazi (Ettore di Meglio); Diego Grimaldi (Brigante); Velia Guglielmi (Brigantessa); Loredana Bizzarri (Brigantessa); Cristina Orrù (Brigantessa); Fatemeh Behzadi (Brigantessa); Daniela Sisti (Brigantessa); Antonio Balsimelli (Ufficiale sabaudo). Voce fuori campo Isirido Sgamma.
Colonna sonora composta ed eseguita dal vivo da ‘‘Soreta e Kamorra’’ (Fabio Astolfi al Cajon, Nando Di Valentino alla chitarra e Agostino Mennella al tamburello) accompagnati dalla vocalist  Monica Di Battista. Nata nel 1995, l’Associazione culturale ‘‘La Kcaff’’ ha portato in scena spettacoli a carattere storico e testi tardo-rinascimentali e medievali. Promuove inoltre, ‘‘cene letterarie’’ presso il ristorante “I tre scalini”.
 

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