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Senza riduzione dei costi niente finanziamenti

Senza riduzione dei costi niente finanziamenti

HCS. La Regione è chiara: le risorse per gli ammortizzatori sociali sono legate alla manovra di contenimento. Spunta l’ipotesi del fallimento. Lunedì assemblea dei lavoratori

CIVITAVECCHIA – Prima la riduzione dei costi, poi l’accesso agli ammortizzatori sociali. Questa volta a dirlo è stata la Regione Lazio che questa mattina ha incontrato il commissario straordinario Ferdinando Santoriello, i liquidatori e amministratori di Hcs e sot e le organizzazioni sindacali. E ridurre i costi vorrà dire sospendere i superminimi collettivi e i superminimi individuali. Ed è proprio su questo che ora dovrà raggiungersi un accordo con le organizzazioni sindacali. Anche ieri mattina spaccate a metà. Da un lato ci sono ancora Cgil, Cisl, Uil e Usb che sono tornate a chiedere un piano di ristrutturazione a lungo termine dove vengano previsti servizi in più per permettere alla società e alle sue municipalizzate di uscire dal baratro. Come ad esempio la pulizia delle spiagge da Ladispoli a Tarquinia. E ancora: investire per la raccolta differenziata, ragionare su servizi dedicati per mettere in relazione il porto, la città e il territorio di Civitavecchia. Dall’altro lato c’è invece l’Ugl che già nei giorni scorsi aveva presentato la sua proposta, sottoscritta da circa 150 lavoratori, che chiede il congelamento dei superminimi fino al giorno della “rinascita”. Di fatto, implicitamente, tra i percorsi ipotizzati da Cgil, Uil, Usb non è stato escluso il fallimento di Hcs e sot con annesso licenziamento dei dipendenti e loro riassunzione in una nuova società partecipata dal comune. Il tutto lasciandosi il debito alle spalle. Una soluzione, quest’ultima, che non avrebbe convinto né la Regione, né gli amministratori e i liquidatori di Hcs. Compreso il commissario straordinario. In questo modo infatti, tutte le ditte che hanno sottoscritto il concordato, dilazionando il debito che la holding aveva nei loro confronti non sarebbero ripagate. Rischiando così di farne dichiarare il fallimento, come hanno tenuto a sottolineare ieri liquidatori e amministratori al tavolo regionale, e di conseguenza rischiando di lasciare senza un lavoro chi ad oggi opera proprio in quelle aziende. E allora, proprio per cercare di trovare una soluzione che metta tutti d’accordo, la Regione ha deciso di convocare un nuovo tavolo tecnico per il 25 marzo. Prima di allora i sindacati saranno chiamati a un nuovo incontro con i liquidatori e il commissario, previsto per giovedì prossimo. Obiettivo: condividere una immediata sospensione del pagamento di tutti gli istituti previsti nella contrattazione aziendale. Anche se dal canto suo, la triplice ha già espresso la sua contrarietà: «Rispetto a questo percorso abbiamo nuovamente manifestato dubbi e perplessità sul come si chiedono sacrifici certi ai lavoratori non avendo certezze per quanto riguarda il salvataggio delle società e quindi sul mantenimento dell’occupazione. In ogni caso, rispetto alle proposte del liquidatore – hanno detto Cgil, Uil e Usb – ad iniziare dall’assemblea di lunedì pomeriggio, chiederemo il parere dei lavoratori interessati, promuovendo anche un percorso che porterà a un referendum vincolante di tutti i lavoratori».

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