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Intercettazioni, bufera in città. La Igs respinge le accuse

Nell’ambito di una inchiesta a Milano un ex ‘‘spione’’ lancia pesanti accuse verso personaggi e un’azienda locale. Pubblicato da Il Giornale un esposto di Vittorio Bosone, che tira in ballo, fra gli altri Mercurio Farino e Roberto Marongiu. L’ex carabiniere: «E' tutto falso, neppure lavoriamo con la Procura di Civitavecchia». Il caso diventa politico a Santa Marinella

Nell’ambito di una inchiesta a Milano un ex ‘‘spione’’ lancia pesanti accuse verso personaggi e un’azienda locale. Pubblicato da Il Giornale un esposto di Vittorio Bosone, che tira in ballo, fra gli altri Mercurio Farino e Roberto Marongiu. L’ex carabiniere: «E' tutto falso, neppure lavoriamo con la Procura di Civitavecchia». Il caso diventa politico a Santa Marinella

CIVITAVECCHIA – Irrompe anche Civitavecchia nell’inchiesta a livello nazionale della Procura di Milano sulle intercettazioni sporche in cui, dalle dichiarazioni di un ‘‘pentito’’ del settore, sarebbero emersi reati di vario genere, da tangenti a pubblici ufficiali ad affari con la camorra, fino a lavoretti sporchi per politici pronti a ricattare i propri avversari. Il nome di una società locale e di personaggi molto conosciuti in città e nel comprensorio, fino all’assessore della giunta di Santa Marinella Roberto Marongiu, sarebbe stato fatto da Vittorio Bosone, ex titolare della «Ies, Sistemi di sicurezza e telecomunicazioni Spa», un colosso dell’intercettazione privata con sede a Milano, poi fallito. A pubblicare la notizia, questa mattina, è stato il quotidiano Il Giornale, che riportatava, in esclusiva, le dichiarazioni che Bosone, un esperto del settore, dopo aver fatto bancarotta con la sua società, avrebbe inserito in un esposto presentato a tutte le procure d’Italia circa un anno fa, dopo il fallimento della Ies, avvenuto nel 2007. Dall’azienda, secondo il racconto di Bosone, escono alcuni collaboratori, che poi fondano la Igs (Intelligence Group Service), con sede a Civitavecchia. Bosone fa nomi e cognomi, spiega ruoli, mansioni e contatti, dichiarando che «alcuni degli attuali membri della Igs compiono attività illegali all’insaputa di altri soci e collaboratori”. Bosone fa in particolare i nomi di Mercurio Farino, ex maresciallo dei Carabinieri, e Roberto Marongiu, all’epoca amministratore delegato, descrivendo diversi presunti reati che i due avrebbero commesso per ottenere appalti facili dalle Procure. Nel calderone di accuse – la cui veridicità è tutta da verificare, essendo peraltro trascorso un anno e non essendo stata ascoltata, a quanto sembra, nessuna delle persone tirate in ballo dall’ex ‘‘grande orecchio’’ delle procure italiane – finiscono anche diversi altri nomi. Immediata la reazione di Farino, direttore della Igs, che dichiara che si tratta di un enorme falso e che la società ha già proceduto a denunciare sia Bosone che Il Giornale, che ha pubblicato il contenuto dell’esposto presentato oltre un anno fa (come dimostrerebbero alcune situazioni nel frattempo cambiate, a partire dalla presenza nella Igs dei due Marongiu, nel frattempo usciti dalla compagine), e che, a quanto pare, non ha avuto finora seguiti giudiziari. Vista la gravità delle accuse di Bosone, infatti, è lecito immaginare che se ci fossero stati dei riscontri concreti, Farino, i tecnici tirati in ballo e lo stesso Marongiu sarebbero almeno stati interrogati. E sicuramente oggi la Igs non continuerebbe a lavorare con le Procure di mezza Italia, come invece continua regolarmente a fare. Bosone, inoltre, risulta completamente avulso dal territorio ed estraneo a fatti di carattere locale. La Ies era un vero colosso delle intercettazioni. Tra tanti episodi di rilievo che avrebbe potuto raccontare, perché si è soffermato sui fatti di Civitavecchia e Santa Marinella, assolutamente poco rilevanti in un contesto nazionale? E – conoscendo lui solo Farino – chi avrebbe potuto avere interesse magari a «suggerire» gli altri nomi? Se fosse così, la gola profonda potrebbe non essere a MIlano.

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