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"Acqua, persa una buona occasione"

Dopo l'approvazione in Regione della legge sulla ripubblicizzazione. Il comitato locale soddisfatto, ma non abbassa la guardia

Dopo l'approvazione in Regione della legge sulla ripubblicizzazione. Il comitato locale soddisfatto, ma non abbassa la guardia

CIVITAVECCHIA – «Una legge che rimette al centro finalmente gli enti locali, delineando gli ambiti territoriali ottimali sulla base dei bacini idrografici e dando la possibilità ai comuni di organizzarsi in consorzi e di affidare il servizio anche ad enti di diritto pubblico, tutelando al contempo la partecipazione delle comunità locali nella gestione di questo bene fondamentale, anche rispetto alle generazioni future».
È soddisfatto il comitato acqua pubblica di Civitavecchia all’indomani dell’approvazione della legge regionale di iniziativa popolare sul sistema idrico, «la prima legge in Italia – hanno spiegato – per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua, presentata da cittadini e comuni». Una legge dal percorso non facile, come non semplice è stata la discussione in aula, rinviata dopo una serata di confronto in Consiglio.
«Decisiva è stata la costante presenza di rappresentanti dei comitati, tra cui quello locale, e degli enti locali – hanno sottolineato – che hanno contribuito a sventare i tentativi di ostruzionismo e di modifica dei principi cardine della legge. Nel frattempo ci si aspetta che, coerentemente alla legge approvata e come assicuratoci a voce, venga salvaguardata la libertà di quei comuni del Lazio, quali Civitavecchia, che rischiano il passaggio forzato al gestore dell’Ato di riferimento pur volendo gestire il servizio in autonomia. Unico neo della discussione è stato, infatti, il poco coraggio della maggioranza nell’affermare con chiarezza tale principio e rompere definitivamente con ogni gestione privata e privatistica. Oggi quindi si festeggia, ma certo non abbasseremo la guardia per quanto riguarda il sistema idrico locale».
E a bacchettare la maggioranza, e in modo particolare il Partito democratico, ci pensa il Movimento 5 Stelle, che ha parlato dell’ennesima dimostrazione dell’amministrazione Zingaretti di «pressapochismo e noncuranza della volontà popolare. Bastava approvare – hanno infatti sottolineato – l’emendamento come proposto dal Comitato Acqua Pubblica di Civitavecchia. Infatti la proposta di legge non poteva prevedere situazioni limite come quella di Civitavecchia e di altri comuni in cui il passaggio ai gestori privati, nel nostro caso Acea, è in itinere con commissari nominati con questa finalità dalla stessa Regione. Per ovviare al problema il Comitato Acqua Pubblica di Civitavecchia aveva presentato, tramite i rappresentanti territoriali in Regione Devid Porrello e Gino De Paolis, un emendamento che però è stato prontamente bocciato dalla maggioranza; in sostanza nel caso in cui fosse stato nominato un commissario ad acta come per Civitavecchia, questo andava a decadere, con il lavoro da considerarsi nulla. Invece la maggioranza del Pd, “incomprensibilmente” ha bocciato l’emendamento».
Secondo i cinquestelle si è persa quindi una buona occasione per chiudere definitivamente la questione del passaggio ad Acea.
«Se in futuro Civitavecchia si troverà, nonostante la legge approvata, un Commissario nominato dalla Regione con il compito di cedere l’acqua ad Acea – hanno concluso dal Movimento 5 stelle di Civitavecchia – la responsabilità sarà da attribuire a chi non ha voluto approvare una norma chiara e definitiva, ovvero il Pd, l’assessore regionale Refrigeri e l’amministrazione Zingaretti».

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