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Si torna a ragionare in termini di bacino idrografico

Si torna a ragionare in termini di bacino idrografico

Plauso del presidente del Consorzio Medio Tirreno Civitavecchia-Tarquinia, Franco Grassi, alla decisione della Regione Lazio

TARQUINIA – Plauso del presidente del Consorzio Medio Tirreno, Franco Grassi, alla posizione della Regione Lazio in merito all’acqua pubblica. «Nell’ambito degli interventi da tempo programmati per il potenziamento delle infrastrutture e miglioramento della qualità delle acque e del servizio idrico fornito dal Consorzio Medio Tirreno,- scrive Grassi in una nota – già più di due anni fa e precisamente il 6 marzo 2012, in un documento fornito ai sindaci dei Comuni di Civitavecchia e Tarquinia e redatto con il supporto del Prof. Arch. Gian Carlo Presicci scrivevamo che: «Ultima considerazione in ordine di esposizione, ma non di importanza, è quella che deve portare ad una razionalizzazione del consumo idrico al pari di quanto già compreso per quello energetico. Le risorse idriche disponibili dipendono dalla capacità del bacino di riferimento e comunque sono in quantità finita, pertanto impostare Piani o Programmi anche di valenza urbanistica o territoriale con prospettive di sviluppo che non tengano conto di tali limiti sono destinati solo a generare situazioni di tensione».»Ancora prima, – dice Grassi – nell’ottobre 2010, scrivevamo che: nell’ambito del territorio del Comune di Civitavecchia per quanto riguarda il servizio idrico è imprescindibile ragionare in termini di bacino idrico e non di confini amministrativi quali sono gli ATO. E’ paradossale che si pensi di disciplinare la gestione di un servizio che dipende da una risorsa naturale preziosa e scarsa come l’acqua mediante contratti di gestione assegnati sulla base di confini disegnati sulla carta delle province italiane. Oggi finalmente la Regione Lazio ricorda che la legge stabilisce innanzitutto che «l’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale». Da questo principio, che recepisce lo spirito dei referendum nazionali del 2011, discende che «tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili». La gestione del servizio idrico integrato «deve essere svolta senza finalità lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalità di carattere sociale e ambientale». Vengono aboliti i vecchi «Ato», Ambiti territoriali ottimali: la gestione dell’acqua dovrà avvenire nel bacino idrografico». «La gestione – spiega il presidente del Consorzio Medio Tirreno – dovrà avvenire in base a un preciso bilancio idrico che dovrà assicurare «l’equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico» e dovrà essere aggiornato con cadenza almeno quinquennale. Ogni anno le autorità di bacino dovranno predisporre «un report sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione». Gli ambiti di bacino idrografico dovranno essere individuati dalla Regione entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, attraverso un nuovo provvedimento legislativo. Ciascun ambito sarà «governato» da un’autorità di bacino, a cui partecipano gli enti locali corrispondenti per territorio. I delegati degli enti locali partecipano alle «assemblee decisionali di bacino» con vincolo di mandato. La gestione del servizio idrico dovrà avvenire in maniera integrata: «Le opere di captazione, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato ? si legge all’articolo 6 – sono di proprietà degli enti locali e sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico». Sono costituiti due fondi: il primo destinato alla «ripubblicizzazione» di cui possono beneficiare gli enti locali che vogliono tornare a gestire il servizio «subentrando a società di capitale»». «Tale fondo – conclude Franco Grassi – sarà finanziato nel triennio 2014-2016 da un apposito capitolo di bilancio. Il secondo, avrà carattere di «solidarietà internazionale», «al fine di concorrere ad assicurare l’accesso all’acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta» e sarà destinato a progetti cooperativi, escludendo ogni forma di profitto privato. A questo punto aspettiamo fiduciosi la convocazione per partecipare costruttivamente con i nostri progetti». ( a.r.)

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